Hofstätter, un pinot nero di classe. E classista


24 Mag , 2020|
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Martin Foradori Hofstätter, il celebre produttore pinotnerista di Termeno, per mandare avanti le sue campagne si avvale di lavoratrici straniere. Nello specifico romene. E va bene. Niente di male (o tutto di male) nel ricorrere stabilmente e strutturalmente al cosiddetto esercito industriale di riserva.

Siccome nei giorni scorsi le sue otto lavoranti erano state bloccate dal sovranista Orban al confine ungherese, il più figo tra i vigneron altoatesini, se le è andate a prendere con un jet privato partito da Bolzano. Bene. Ancora niente di male (o tutto di male).

Invece è sconcertante – e fa passare in secondo piano, quasi come un peccato veniale, perfino l’esibizione erettile del jet privato comunicata alla stampa amica – il sottofondo culturale che orienta il pensiero neoliberista vibrante tra le vigne di Mazon:  «Qualcuno potrebbe obiettare ha dichiarato il padrone del pinot nero al quotidiano l’Adige – che mi sarei potuto rivolgere ai numerosi disoccupati presenti nel territorio ma non è così. Ci abbiamo anche provato ma chi abbiamo ingaggiato per fare una prova dopo due ore se ne è andato, perché il lavoro era troppo affaticante. Le chiacchiere dei politici e rappresentanti di categoria inoltre ci hanno fatto anche perdere tempo».

Insomma, il capitalismo agrario nella sua versione globalizzata e delocalizzata – non potendo spostare la vigna, sposta la mano d’opera, con il barcone o con il jet non importa – ha fatto presa tra le campagne del Sud Tirolo. Non da ora, chiaramente. Ma ciò che qui cambia le cose e la prospettiva e le rende indigeribili, è il fastidio, l’insofferenza e lo sprezzo che il pinotnerista da copertina mostra orgogliosamente di coltivare – con la stessa minuziosa dedizione con cui coltiva la vigna – nei confronti della pratica di base delle relazioni industriali che, finito per fortuna il tempo della mezzadria (ma forse Martin è anche un coltivatore di romantiche nostalgie padronali), strutturano almeno decentemente i rapporti di lavoro nell’occidente europeo.

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