Holcombe Rucker Park: un playground fra storia e mito


14 Giu , 2020|
| Sport

Il mito di Rucker Park nacque negli anni ’50 grazie all’intuizione di Holcombe Rucker, un insegnante che ideò un programma di basket nel playground fra 7th Avenue 128th e 129th St ad Harlem. L’obiettivo primario fu quello di garantire un sostegno ai ragazzi di strada, una possibilità reale di cambiare vita. Rucker si impegnò a offrire un’educazione a tanti ragazzi secondo il motto “Each one, teach one” e per fare questo invitò gli allenatori di college ad assistere alle partite. A causa di un tumore, Rucker morì a soli 38 anni, ma il suo programma venne portato avanti da Bob McCullough e Fred Crawford, due prodotti del torneo e stelle della Nba.

La nascita del torneo di Holcombe Rucker Park

Nel 1965 McCullough e Crawford scelsero una nuova location per il torneo di Rucker, il P.S. 156 playground fra 155th St e Frederick Douglass Boulevard, che cambiò nome in Holcombe Rucker Playground nel 1974. Il 1964 e il 1965 furono anni cruciali per la lotta dei diritti civili dei neri negli Stati Uniti. Molti attivisti dal Sud raggiunsero New York per seguire Malcom X, una delle figure simbolo per l’epoca. Harlem divenne un luogo chiave per l’affermazione dell’identità della comunità afroamericana. I giocatori di pallacanestro dell’epoca ebbero un ruolo fondamentale, diventando ambasciatori della causa. Il torneo di Rucker Park in tal senso ebbe una funzione sociale di estrema importanza, trasformandosi in una vera comunità aperta a tutti, senza discriminare nessuno per il sesso o il colore della pelle.

Rucker Park e la Nba: da Wilt Chamberlain a Julius Erving

Wilt Chamberlain, Nate Tiny Archibald, Bob McCullough, Willis Reed sono alcuni dei nomi che diedero gloria alle prime edizioni del torneo di Harlem. Rucker Park divenne in poco tempo l’apripista di tante manifestazioni estive di pallacanestro, organizzate dapprima negli Stati Uniti per raggiungere l’Europa negli anni seguenti. McCullough e Crawford misero in piedi un format rivoluzionario per l’epoca chiamando a raccolta il roster dei New York Knicks e tanti altri campioni della Nba. Un’occasione unica che radunò in breve tempo tifosi da tutto lo stato di New York, dal Connecticut e la Pennsylvania. La vera svolta arrivò con il debutto di Julius Erving, battezzato Doctor J. durante un’edizione del torneo. In un video su YouTube, Bob McCullough racconta che la frase “the Doctor is operating tonight” (il Dottore opera stanotte)era un richiamo per folle di appassionati e curiosi, capaci di trovare una sistemazione di fortuna su un cornicione o un albero, pur di vedere Erving all’opera.

#Rucker50: 50 anni di streetball ad Harlem

Bob McCullough Jr, figlio del fondatore del torneo di Rucker Park, è il regista di #Rucker50 un documentario del 2016 distribuito da Netflix. 56 minuti di interviste mixate a clip e foto dell’epoca, per celebrare i cinquant’anni del torneo e i protagonisti che hanno contribuito alla storia. Numerose giocatrici hanno vissuto l’esperienza di Rucker in prima persona come Nancy Liebermann, Hall of Famer, ex giocatrice di WNBA, allenatrice e Sandhi Ortiz-Del Valle, prima donna arbitro di pallacanestro maschile. Minuto dopo minuto si incontrano volti noti della Nba come Hartorne Wingo (Knicks, Cantù e Mestre) o  Emmette Bryant (Knicks, Celtics) e Linzell Vaughn leggenda del playground. Presenti nel documentario anche testimonianze di ex giocatori Nba che non hanno avuto la possibilità di essere protagonisti a Rucker, ma hanno risentito della sua influenza. Tra gli altri Sasha Djordjevic attuale allenatore della Virtus Bologna e della nazionale serba, con un’esperienza ai Blazers nel 1996.

Rucker Park ha plasmato le vite di tanti giocatori, uomini o donne che attraverso la pallacanestro hanno trovato una strada e una storia da raccontare.

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