La circolazione del capitale tramite il funzionamento di una turbina idraulica.


18 Giu , 2020|
|Visioni

In questo breve documento proverò a spiegare la circolazione della moneta e del capitale tramite la spiegazione di una turbina idraulica con la speranza di rendere traducibili concetti dell’economia capitalistica e del suo funzionamento in chiave sociale, analizzando tramite la teoria Marxista le contraddizioni intrinseche al sistema capitalistico. Le basi fondamentali sulla quale si estende quest’ultimo sono la combinazione delle variabili di capitale e lavoro.

Alla luce dei fatti avvenuti in quest’ultimo periodo si può osservare come la destabilizzazione del sistema, date le attuali condizioni dettate dalla pandemia COVID19, si è solo accelerata in quest’ultima fase ma che era destinata comunque, in un modo o nell’altro ad implodere. Tante erano state le avvisaglie oggettive. Infatti, diversamente a quanto si potrebbe pensare la diminuzione progressiva del tasso di disoccupazione nell’eurozona a partire dal 2014 non ha avuto l’effetto desiderato né in termini di consumi né tanto meno sul piano degli investimenti. Le riforme sul lavoro introdotte dai governi dell’eurozona hanno scatenato diverse contraddizioni all’interno del mercato con il risultato che descrive Barbara Granz sul Sole 24 Ore «Il conto della crisi si è scaricato su salari e stipendi, non sulla capacità delle imprese di generare ricchezza».  Quindi se da un lato il tasso di disoccupazione generale dell’eurozona è diminuito è altrettanto vero che il livello generale dei salari è diminuito negli ultimi anni. Dunque, la creazione dei posti di lavoro è avvenuta a scapito dei lavoratori stessi in termini di rendimento, come riportato da una ricerca dal “Economic Policy Institute” tramite l’analisi degli stipendi (esclusi i top manager) che va dal 1951-2015. Inoltre, si può verificare come ci sia stato un aumento dei profitti per le imprese, questo ci porta su un ragionamento che è introdotto dalla teoria Marxista dove analizza questo effetto tramite la caduta tendenziale del saggio del profitto in funzione alla composizione organica del capitale (COC). 

Il principio cardine che regge nel ragionamento posto in essere da Marx parte dal principio di accumulazione capitalistica dovuto a diversi fattori: incremento o diminuzione del tasso demografico, aumento/diminuzione dei salari e della domanda di forza lavoro nella fase di espansione del modo di produzione capitalistico con conseguente formazione di un esercito industriale di riserva.  Adesso con la crisi alle porte non è scontato definire quali saranno le prossime mosse che occuperanno la sfera economica nei prossimi anni ma possiamo spiegare come questo sistema capitalistico sta potenzialmente per implodere.

 L’atteggiamento della BCE e della Germania non può essere considerato “egoistico” perché se non era ancora chiaro a molti, questo è il reale funzionamento di un sistema capitalistico neoliberista che non lascia vincoli alla spesa pubblica, considerata come uno strumento obsoleto volto a creare continuamente inflazione e debito pubblico. Per dare un quadro più chiaro della situazione rispetto ai “massimi sistemi” cercherò di convogliare le motivazioni nella descrizione del funzionamento della turbina idraulica.

Parto dal descrivere che il funzionamento della turbina idraulica è un meccanismo che ha l’obbiettivo di trasformare l’energia cinetica e potenziale in energia meccanica. Dove:

  • L’energia cinetica di un corpo equivale al lavoro necessario ad accelerare il corpo da una velocità nulla alla sua velocità.
  • L ‘energia potenziale di un oggetto è l’energia che esso possiede a causa della sua posizione o del suo orientamento rispetto ad un campo di forze.
  • L’energia meccanica è la somma di energia cinetica ed energia potenziale attinenti allo stesso sistema.

Il meccanismo di funzionamento di una turbina idraulica consiste in un serbatoio a monte e uno a valle con l’ausilio di una pressione atmosferica. Tramite la spiegazione di questo semplice meccanismo si può tradurre metaforicamente il meccanismo complesso della circolazione di moneta e dell’accumulazione di capitale.

Partiamo dalla base di considerare l’acqua a monte come la quantità liquida e non di capitale emesso dagli istituti di credito. Per produrre la nostra “energia” e quindi far funzionare la nostra “lampadina” abbiamo bisogno, come in precedenza affermato, dell’energia cinetica che possiamo equiparate alla velocità ci circolazione della moneta mentre per quanto riguarda l’energia potenziale la identificheremo come la formazione di capitale costante e variabile, dove per capitale costante s’intende l’insieme delle strutture e materie prima appartenente a quel sistema mentre per capitale variabile intendiamo la forza lavoro totale interna al sistema, infatti l’energia potenziale dipende dagli elementi che la compongono nel suo insieme. La combinazione di questi due elementi è il risultato dell’energia meccanica che possiamo tradurre come il prodotto finito in un determinato periodo di tempo, dovuto appunto dell’unione tra la velocità di circolazione del capitale e la composizione organica di quest’ultimo (dove per COC s’intende il rapporto tra capitale costate e capitale variabile, che determina il saggio di profitto del dato prodotto. Un’ultima variabile fondamentale alla spiegazione è ovviamente la pressione idrostatica, quest’ultima rappresenta la forza esercitata da un fluido in un’unità di superficie in cui è contatto, metaforicamente in termini economici può essere descritta come la velocità (pressione) d’immissione della liquidità monetaria trasmessa dagli istituti creditizi (BCE).

(Nota: quello che è importante sapere è che il capitalismo come sistema economico non si basa sulla vendita delle merci e basta ma la variabile determinante di questo sistema di produzione è il tempo nel quale vengono prodotte e vendute, quindi come sistema si basa sulla vendita di merci in un determinato periodo di tempo.)

Date queste condizioni possiamo iniziare la nostra descrizione.

Cos’è che porterebbe al mancato funzionamento?

  1. L’assenza di acqua all’interno del sistema.
  2. La poca pressione che non permette una circolazione conforme al meccanismo e che quindi non farà accendere la nostra lampadina.
  3. La mancanza di energia potenziale che non permette la creazione di lavoro nel meccanismo.
  4. Troppa pressione all’interno del meccanismo in mancanza di liquido e viceversa.
  1. Come abbiamo in precedenza accennato il flusso d’acqua è rappresentato dalla quantità del capitale che entra in circolazione all’interno del sistema, la sua assenza ovviamente fa smettere di funzionare il meccanismo poiché nega le basi sulla quale è fondata. Con proiezione alla situazione economica di crisi sistemica che verrà a proiettarsi nel prossimo periodo possiamo affermare che senza l’emissione di “nuova acqua” dalla fonte, il sistema è destinato a fermarsi pur avendo una solida struttura e sovrastruttura.
  2. La poca pressione esercitata sul fluido non darà l’obiettivo desiderato poiché se da un lato si evince che la velocità di circolazione della moneta e quella delle merci svolge un lavoro fondamentale per il funzionamento del sistema circolare, quindi nel momento in cui il capitalista non riesce più a produrre e vendere le proprie merci in un determinato periodo di tempo ne consegue una crisi sistemica dell’apparato di produzione che pur avendo la massima energia potenziale non potrà combinarsi con l’ energia cinetica poiché mancherà appunto di pressione data a monte, e quindi impedirà alle due componenti di trasformarsi in energia meccanica. Tradotto, che se pur avessimo a disposizione forza lavoro, materie prime e strutture e la velocità di circolazione sarebbe ottima senza l’emissione di credito ad una data velocità per unire le due composizioni, ci sarà impossibile far funzionare il meccanismo poiché sarebbe privo di supporto in termini di flusso di capitale che in senso programmatico non darebbe vita a nuovi prodotti (difatti considereremo solo quelli in attuale circolazione senza la possibilità di crearne altri).
  3. La mancanza di energia potenziale ovvero delle variabili di capitale costante e capitale variabile (forza lavoro) non permetterà al meccanismo di circolare come desidera anche se l’emissione della liquidità fosse coerente, quest’ultima non potrà progredire nella sua circolazione e quindi finire il prodotto nel dato tempo determinato che serve a far funzionare il sistema (ed accendere la lampadina nel caso della turbina).
  4. L’ultima ma non meno importante motivazione del non corretto funzionamento può sostanzialmente nel primo caso non permette di sviluppare il meccanismo per mancanza di liquido, al contrario una troppa immissione di liquido senza che sia esercitata la giusta pressione non permetterà al meccanismo di girare, il quale traboccherà senza avere l’effetto desiderato (in economia questo processo è descritto in maniera semplice dal processo inflazionistico). Tradotto vuol dire che se da un lato la BCE emettesse liquidità a sufficienza per oleare il meccanismo e quindi aiutare la velocità di circolazione del capitale quest’ultima non avrebbe il giusto appoggio per contrastare il fenomeno inflazionistico poiché creerebbe troppe merce invendute a cui il capitalista dovrà far fronte per non collassare, di conseguenza la produzione del prodotto sarà troppo veloce nel determinato periodo di tempo e non permetterà al capitalista di ottenere il profitto voluto, la caduta tendenziale del saggio del profitto non solo intaccherà il salario potenziale dei lavoratori ma non permetterà di ampliare la sfera di produzione anzi al contrario la ridurrebbe ed assisteremo da un processo di espansione ad uno di contrazione in brevissimo tempo (troppa energia alla lampadina la farebbe esplodere nel meccanismo della turbina). Al contrario, una mancata pressione e quindi immissione ma con una giusta dose di liquidità creerà a breve una congestione del sistema di produzione poiché se per un breve tempo sarà in grado di generare il profitto atteso dai capitalisti nel breve periodo, nel lungo periodo si prosciugherà senza possibilità di rigenerarsi, da qui la formazione di una stagnazione che non potrà progredire se non in una nuova emissione di liquidità e pressione per generare nuove merci.

Concludo con una famosa citazione di un personaggio che non ha bisogno di presentazioni:

“La caratteristica principale del capitalismo è che in esso la produzione non è finalizzata al consumo, ma all’accumulazione di denaro.” Vale a dire che ai nostri cari capitalisti non interessa la produzione di merci volta alla soddisfazione dei bisogni della gente ma soltanto se il fine dato a questa produzione è il profitto per accumulazione.

Detto ciò lascio a voi i commenti.

Grazie per l’attenzione, a presto.

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