Lavoretti online: come NON trovare clienti con ProntoPro


1 Lug , 2020|
|Visioni

Durante il lockdown non passava giorno senza che inviassi il curriculum a qualche azienda; a suggerirmi gli annunci a cui rispondere era LinkedIn, con le sue notifiche quotidiane.

A volte bastava leggere la posizione ricercata e inviare il curriculum già caricato, ma altre volte il link dell’azienda portava ad alcuni portali del lavoro, i quali richiedevano la creazione di un profilo.

Mi successe anche in seguito ad un annuncio per insegnanti: ne cercavano con urgenza a Roma e ho aperto il sito, ma dopo aver compilato i miei dati ho capito che non si trattava di un portale per l’insegnamento, le ripetizioni o le supplenze, ma di una piattaforma lavorativa generica: ProntoPro.

Ho chiuso la schermata e non ci ho più pensato. Due mesi dopo, però, ho ricevuto due richieste di ripetizioni: matematica per un ragazzino delle medie e inglese per un giovane che vuole perfezionarsi. Sarebbero stati lavoretti facili e ben retribuiti, così ho subito risposto.

Anzi, ho provato a rispondere ai miei potenziali studenti, ma la piattaforma mi ha informato che per farlo era necessario acquistare i crediti ProntoPro.

È un sistema di business che non avevo mai visto: solitamente le piattaforme guadagnano sul posizionamento degli annunci dei lavoratori, non sul primo contatto.

Le richieste esprimono entrambe una certa fretta e richiedono una serie d’incontri, quindi un buon guadagno.

Quando provo ad acquistare i crediti, la schermata mi mostra quattro pacchetti diversi: il minore, da 44, costa 99 euro; il maggiore, da 276, costa 499 euro; inoltre c’è un pacchetto intermedio da 111 crediti che costa 249 euro e porta la dicitura “senza ProntoRicarica”.

Stando al sito, la ProntoRicarica sarebbe un rinnovo automatico del pacchetto di crediti (e del pagamento) quando si risponde a un annuncio senza crediti sufficienti. È un sistema molto costoso e non ho la certezza che quei due studenti mi permettano di ripagare investimento, quindi lascio perdere.

Parlando con una collega della vicenda, scopro che qualche mese fa le è successo esattamente lo stesso e mi mostra un articolo di un blog che parla di ProntoPro e a quanto pare non sono l’unico che è stato coinvolto con un’offerta di lavoro. L’articolo snocciola i dati della crescita vertiginosa del sito attraverso finanziamenti importanti e l’uso del growth hacking, ossia delle strategie informatiche per portare un’enorme quantità di traffico, spiegate molto bene anche qui .

C’è però un punto che mi incuriosisce particolarmente: l’uso dei bot, cioè quei software che in automatico permettono di fare operazioni come contattare i clienti o i professionisti.

Secondo il primo articolo, ProntoPro userebbe dei bot per simulare dei potenziali clienti che contatterebbero i professionisti con richieste di lavoro; a quel punto basta rispondere, pensando di avere una nuova commissione e il risultato sarà la perdita dei crediti. Un sistema atto a bruciare almeno in parte i crediti acquistati a caro prezzo dagli utenti.

Provo a cercare altri articoli, ma anche sulle testate rinomate trovo solo redazionali, quindi pubblicità in forma giornalistica, o qualche comunicato stampa.

La storia della piattaforma italiana è narrata come una trovata dei due fondatori, Silvia Wang e Marco Ogliengo, avuta mentre organizzavano le loro nozze; un’idea che a lei ha fruttato il premio GammaDonna 2018 e che in cinque anni di attività avrebbe raccolto più di 720 milioni di euro in investimenti.

Decido allora di contattare alcuni professionisti attivi sulla piattaforma e di sentire le loro esperienze; scelgo due fotografi romani che hanno all’attivo diversi lavori e invio loro un messaggio, specificando che cerco solo risposte, non un lavoro.

Troppo tardi, il mio messaggio pare che fosse visualizzabile solo da Pc e non dal telefono e per rispondermi hanno perso i crediti. Mi scuso, prometto loro che li ripagherò, ma uno di loro mi spiega che preferisce chiedere un rimborso alla piattaforma, mentre l’altro non aveva comunque intenzione di rinnovare l’acquisto dei crediti.

Mi racconta che non è mai riuscito a lavorare, che il suo investimento è andato sprecato per una serie di clienti che si sono volatilizzati e alcuni annunci che, a suo dire, erano inviati da bot di ProntoPro. Eppure, sul suo profilo era valutato come un utente molto attivo e scopro allora che i lavori conteggiati non sono reali, ma si tratta del numero di contatti presi con i possibili clienti, anche nel caso non vadano a buon fine. Decido di cercare un’altra via per ricevere il parere degli utenti e creo un sondaggio online che condivido su diversi gruppi Facebook, sia quelli per le ripetizioni sia quelli per imprenditori, oltre a quelli di affitto e compravendita.

In una settimana ho ottenuto 58 risposte che riassumerò qui: di quei 58, 52 sono professionisti, mentre 6 sono iscritti come possibili clienti e provengono da tutta Italia, con una netta maggioranza da Roma; in 40 sono iscritti a ProntoPro da più di un anno, mentre gli altri da tempi più recenti.

 Solo in 8 sono stati buttati dentro come me; il resto invece ha creato spontaneamente il profilo.

In 18, comprendendo anche quelli iscritti come clienti, non hanno acquistato i crediti, mentre in 20 li hanno acquistati una volta e altrettanti più volte. Ho chiesto poi se fossero stati contattati da clienti poi dileguatisi, facendo loro perdere i crediti spesi per la risposta, e in 6 hanno risposto sempre, in 22 hanno risposto spesso, in 12 più di una volta e 1 una sola volta: solo in 5 hanno risposto mai, mentre gli altri non hanno acquistato i crediti per rispondere.

Ho chiesto poi se pensassero di aver avuto a che fare con un bot e per 9 di loro lo erano tutti, per 12 erano persone reali, mentre gli altri 37 si dividono fra chi crede che alcuni lo fossero e chi che lo fossero in buona parte. Altrettanti hanno dichiarato di non aver mai lavorato grazie a ProntoPro e si tratta del 63,8%.

 In 33 hanno dichiarato che il loro bilancio, contando la spesa per i crediti, è in passivo, per 10 di loro è in attivo e per 15 è in pareggio; infine, 54 di loro hanno dichiarato che non consiglierebbero ProntoPro.

Ho lasciato anche uno spazio per i commenti e qualcuno fra gli intervistati ha spiegato cosa funziona e cosa no, altri hanno espresso pareri a dir poco arrabbiati.

Condividendo il mio sondaggio su Facebook, mi imbatto in alcune testimonianze dirette. Una di queste è di una cliente che mi racconta, con tanto di documentazione, di aver contattato tramite ProntoPro una ditta per far riparare il suo condizionatore, basandosi sulle ottime recensioni del profilo.

Il sopralluogo dei tecnici porta ad un preventivo di 1000 euro, così lei decide piuttosto di cambiarlo con un impianto nuovo per 4180 euro. Dopo aver pagato più di 3000 euro di anticipo tramite bonifico, il professionista rinvia più volte il lavoro e, contemporaneamente, compaiono recensioni negative sul suo profilo.

Contattata l’assistenza, le viene offerto uno sconto sullo stesso tipo di operazione del valore di 300 euro: pare quindi che ProntoPro non copra i danni causati da professionisti che scappano con la cassa, né li valuti attentamente.

Nel settembre 2018, l’Ordine degli psicologi dell’Umbria ha infatti mandato una diffida al portale per la sua dicitura “i migliori psicologi” sotto gli annunci pubblicati, ritenuti “ingannevoli e fuorvianti”. 

A contattarmi è anche un ricercatore di statistica, gestore della pagina Facebook “Economia Etica”.

Iscrittosi per dare ripetizioni, mi racconta di studenti che gli chiedono di passare gli esami per loro, specialmente durante il lockdown, e dei tanti che sono spariti dopo aver speso i crediti: mi spiega anche un altro funzionamento della piattaforma, presente fin dall’inizio, quello del preventivo: i clienti pubblicano un annuncio, ricevendo i preventivi dai professionisti interessati a svolgere il lavoro.

Accettare la richiesta comporta il consumo dei famigerati crediti, ma non comporta certo che il lavoro vada a buon fine, sia per una parte che per l’altra. Il sistema del contatto diretto di cui sono stato testimone è invece una novità degli ultimi mesi e pare abbia aggravato la situazione per i professionisti, che devono essere molto più cauti nel rispondere alle richieste. Infine, il ricercatore mi dà uno spunto interessante: trustpilot.

Trustpilot.com è un sito di recensioni sulle aziende: ogni azienda ha una votazione basata sulla media delle valutazioni degli utenti; tra queste c’è anche Pronto Pro, valutata come “Eccellente” dalle quasi 8000 recensioni, un campione decisamente maggiore di quello raccolto dal mio sondaggio.

Eppure, fra le prime tre pagine di recensioni ci sono diversi giudizi molto negativi, sotto ognuno dei quali la stessa addetta di ProntoPro ha inviato la stessa risposta, chiedendo chiarimenti; non solo, quel messaggio si trova anche in un giudizio positivo, valutato 3 stelle invece del massimo, cioè 5.

Oltre la quarta pagina di recensioni, però, tutte quelle negative sono state oscurate da ProntoPro stesso e per le regole di Trustpilot non vengono quindi conteggiate nella media.

Ogni giudizio che non sia da 4 o 5 stelle è stato quindi contestato, viziando l’opinione complessiva degli utenti.

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