La solitudine dei numeri “uno (e novantanove)”


14 Lug , 2020|
|Sport

Gigio Donnarumma da Castellammare di Stabia e Samir Handanovic da Lubiana, di professione portieri. Ecco i 2 “protagonisti” dell’introduzione che racconta la 32° giornata, a – 6 dalla fine di questa 100 metri di partite in sequenza con poco filo logico, pochi sparuti spettatori negli stadi (ma chi sono? Ve lo siete chiesti anche voi? Momenti di populismo mi assalgono…), occhi che bruciano davanti alla Tv e… gli errori che non ti aspetti.

Gianluigi “Gigio” Donnarumma è nato nel 1999 e, nel meraviglioso giro dei procuratori e dei contratti “collettivi”, insieme a lui con la maglia rossonera gioca (o meglio non gioca) suo fratello maggiore Antonio, 30 anni e 2 presenze in 3 anni (Coppa Italia ed Europa League) e ormai da anni terzo portiere milanista.

Proprio oggi 14 luglio Samir Handanovic compie 36 anni, gioca da 16 anni in Italia e dopo Udine, Treviso e  Rimini si consacra come uno dei più forti portieri europei difendendo la porta dell’Inter e parando 24 rigori (record alla pari con Pagliuca) nel nostro campionato. Jasmin Handanovic, invece, cugino del nostro noto numero 1 nerazzurro, ha 42 anni e ancora gioca nel Maribor, dopo che nella sua lunghissima carriera ha giocato 4 anni in Italia tra Mantova ed Empoli.

Quindi nell’arco di 21 anni sono nati questi 4 portieri, parenti, italiani, stranieri, tutti alti sopra il meno e novanta, più o meno forti, più o meno vicini alla fine della loro carriera. Gigio e Samir, portieri delle due squadre milanesi, nettamente più famosi dei loro parenti, hanno giocato i 90 e passa minuti nell’ultima giornata di campionato, certi delle loro scintillanti carriere e delle loro medie voto da “campioni di fantacalcio”.

Ma, si sa, la letteratura ufficiale o meno ci ha raccontato molto del mondo del portiere. Un uomo solo, un pazzo, una cellula dentro e fuori la squadra, e chissà quanti ne usciranno ancora… ma una cosa è certa, quando un portiere sbaglia, siamo tutti empaticamente con lui (a meno che non sbagli a favore della nostra squadra) e quella solitudine dei numeri “1” si moltiplica e si espande in tutto il mondo calcistico con la faccia stupita e un po’ triste.

Ma quando contemporaneamente sbagliano Donnarumma e Handanovic… appare la regola più bella del calcio: puoi mettere tutte le telecamere, gli arbitri, le novità, le mosse e le contromosse, ma se il portiere sbaglia, chiunque sia, è gol.

E i nostri 2 protagonisti ne hanno fatte l’ultima giornata. Donnarumma insicuro sul gol di De Lorenzo e pessimo su quello di Mertens; Handanovic, goffissimo, fa assist a Belotti. Il Milan riesce a non perdere; l’Inter ribalta contro il solito Torino che del toro rampante del suo splendido logo non ha ormai più nulla.

Avranno parlato con i loro più deboli e meno famosi parenti? Non lo sapremo, ma sappiamo che nella generale solitudine dei portieri, almeno questi hanno qualcuno di molto vicino con cui condividere la loro pazza scelta, quella del “ricevitore di goal”: tradotto dall’inglese fa ancora più impressione questo ruolo.

Entrando nel merito della giornata numero 32, l’olimpo del nostro campionato va a rilento: la Lazio perde la terza di fila contro il peggior avversario (insieme all’Atalanta) che si possa affrontare oggi, il Sassuolo.

Una partita giocata su temperature da beach volley, con un Sassuolo che gioca il suo calcio di qualità contro la squadra di Inzaghi, che invece sta facendo fatica a tenere quei ritmi altissimi del pre COVID, con il suo mattatore principale che, perdonate, fa del suo cognome il suo momento attuale di forma… immobile. Vantaggio di Luis Alberto dopo una spettacolare giocata di Lazzari (il più in forma del momento), pareggio del 2000 Raspadori e Caputo (16° gol) al 91 punisce la Lazio che viene raggiunta dall’Inter al secondo posto. La stagione del gruppo di Inzaghi resta strepitosa; un’analisi della rosa per la prossima Champions però è d’obbligo.

Abbiamo già parlato dell’errore di Handanovic che apre al Torino la possibilità di chiudersi ancora di più in difesa e, inevitabilmente, farsi raggiungere e sconfiggere per 3 a 1 dall’Inter. Molto bene Ashley Young: onestamente pensavo fosse più verso la fine della carriera.

La partita che era al centro del nostro telecomando, però, è stata chiaramente quella dell’Allianz Stadium: Sarri contro Gasperini, Juventus contro Atalanta, palleggio contro verticalità esasperata. Ai punti l’Atalanta stravince, dominando i bianconeri e mettendo in scacco i suoi giocatori più qualitativi. Gli undici di Gasperini segnano con Zapata (l’assist di Gomez e la riconquista precedente sono da strizzare gli occhi) e Malinovskyi (giocatore sempre più completo), mentre 2 rigori di Cristiano (più giusti di tanti altri stavolta) contengono i danni e danno un punto ad una Juve poco interessante.

Domenica sera i seggiolini del San Paolo hanno osservato il  bel 2 a 2 tra Napoli e Milan (e gli errori di cui sopra di Donnarumma). Gattuso e Pioli hanno 2 squadre che vanno, che ci provano, che propongono calcio anche così caoticamente organizzato come questo di luglio. L’ottima ala e pessimo terzino Theo Hernandez segna, il buon terzino Di Lorenzo pareggia, Ciro Mertens con il suo classico anticipo in area porta in vantaggio i partenopei, ma Kessie, tornato rigorista, pareggia dagli undici metri. Tutto molto piacevole: da segnalare le performance di Callejon e Rebic, su tutti.

Seconda vittoria consecutiva della Roma, contro un Brescia disposto in campo talmente male da far sembrare Bruno Peres Cafu e Kalinic Suker. 3 a 0 facile e circoletto rosso per il gol di Zaniolo, tornato a correre e a tirare sassate di sinistro.

Dello 0 a 0 tra Cagliari e Lecce potevo scrivere 3 giorni prima della partita stessa; vecchie volpi che non le danno in pieno stile “Serie A”: un punto per uno e passa la paura.

Anche il derby emiliano tra Parma e Bologna finisce in parità, ma con una storia diversa da raccontare. Il trentaseienne Danilo, al dodicesimo gol in serie A, porta in vantaggio i felsinei che raddoppiano con un bellissimo gol dell’ottimo Soriano, ma dopo il minuto 90, quando le tenebre della partita stavano calando, prima Kurtic e poi il ritorno in campo di Inglese celebrano il punto a testa (Mihajlovic, secondo me, non felicissimo).

Le zone basse della serie A dicono che il Brescia e la SPAL sono andate (ferraresi davvero inguardabili sconfitti a Genova da una gran giocata di Pandev e una punizione di Schone); la terza piazza del purgatorio torna ad essere occupata dal Lecce, di nuovo scavalcato dal Genoa vittorioso ed ormai protagonista di una lotta a 2, a meno di crolli improvvisi delle altre.

Anche Fiorentina e Verona pareggiano (ancora gol di Faraoni e ritorno al gol di Cutrone dopo tempo immemore), dopo una partita pareggiata anche nel predominio in campo (un tempo a testa), mentre Ranieri e la sua Sampdoria espugnano Udine con un 3 a 1 determinante per la permanenza blucerchiata in A. Prima in vantaggio i friulani con un gol irregolare (ma bellissimo) del solito Lasagna, ma la Samp gestisce i finali dei 2 tempi in maniera scientifica: 46’ Quagliarella, 86’ Bonazzoli e 93’ Gabbiadini. Perfetto.

Finiamo la rubrica pronti a ricominciare con la 33° giornata, il tempo di un pranzo veloce e del nostro lancio di fionda che oggi è tutto per Ruslan Malinovskyj, classe 1993, mezzala, trequartista, giocatore che se gioca dall’inizio o entra dopo sa dare comunque un contributo importante, alzando sempre l’intensità e la qualità. Il gol alla Juventus è la giusta ciliegina che riassume cosa è e può diventare. Un giocatore universale e capace di tutto.

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