Slam Dunk: la forza di crederci fino alla fine


25 Lug , 2020|
|Recensioni

Era il 1990 e nelle edicole giapponesi faceva il suo esordio un manga che cambiò per sempre la percezione del basket tra i nipponici; Takehiko Inoue sulle pagine della rivista Shonen Jump lanciò quello che tutt’ora è considerato un autentico capolavoro del genere Shonen: Slam Dunk. Nel campo dei manga sportivi quest’opera non ha conosciuto rivali.

Takehiko Inoue era un grande appassionato di basket e quando partorì questa creatura volle ricostruire la sua vita da sportivo liceale attraverso la storia di cinque scanzonati giocatori di basket, trasmettendo la passione, la dedizione e il coraggio che lo sport insegna ad ogni atleta.

Ricco di emozioni e di sentimenti, nella storia e tra le pagine del fumetto si poteva notare come elemento cardine il significato dell’amicizia che lega i cinque atleti protagonisti della storia,  totalmente differenti per carattere e stile di gioco.

Inoue è un autore che crede molto nei valori dello sport: infatti, non è un caso che un altro suo grande capolavoro, dopo Vagabond, sia stato un altro manga che parla di basket: Real.

Real tratta la storia di alcuni ragazzi legati in un modo o nell’altro al mondo dei disabili, e in particolare del basket in carrozzina, ma anche qui sarà lo sport dalla palla a spicchi a ridare la forza di vivere a questi giovani e a far capire che la vita va affrontata sempre a muso duro, nonostante il destino ci metta al cospetto di ostacoli insormontabili.

In Slam Dunk, invece, si trova tutto quello che uno sportivo cerca e sente nel significato della parola sport: la voglia di riscatto dopo aver mangiato tonnellate di polvere; la possibilità di mettere in mostra il proprio talento nascosto; il valore che può trasmettere uno sport di squadra facendoci crescere e maturare.

L’opera di Inoue, dopo essere stata letta in proporzioni inimmaginabili, ha spinto molti ragazzi a praticare il basket e questo perché l’autore, attraverso le pagine del manga, ha saputo trasmettere la sua profonda passione per questo sport.

In particolare, Inoue costruisce la storia e le quattro squadre protagoniste mediante marcati riferimenti con il mondo della NBA.

Un particolare interessante sta infatti nelle divise dello Shohoku, dello Shoyo, del Ryonan e del Kainan, che per colori e caratteri ci riportano a quelle dei Chicago Bulls, dei Boston Celtics, degli Utah Jazz e dei Los Angeles Lakers.

I protagonisti, inoltre, sono delle autentiche icone di ironia e di serietà al tempo stesso. Per certi versi molti di loro sono anche riusciti a rappresentare quello che siamo o che eravamo noi nella nostra realtà, grazie alle loro paure, la loro forza e la loro fragilità, però sempre con quella fiammella in fondo al cuore pronta in qualsiasi momento a esplodere e diventare un incendio di coraggio.

Alla fine siamo stati un po’ tutti Hanamichi Sakuragi, imbranati e persi nel nostro mondo, ma con una forza di volontà capace di scuotere quel mondo e di sovvertire ogni pronostico. Come Hisashi Mitsui abbiamo cercato e voluto il riscatto nella nostra vita.

Magari tanti avevano talento, ma lo hanno sprecato correndo dietro ad un sacco di guai come Ryota Miyagi.

Capita anche che quando siamo sicuri di noi e dei nostri mezzi diventiamo presuntuosi e ambiziosi come Kaede Rukawa, ma un’altra cosa che ci insegna questa opera è che coltivare un sogno richiede dedizione e il raggiungimento dei propri obiettivi richiede costanza, la stessa del Capitano Takenori Akagi.

Nella vita però contano anche “calma e gesso”, come per Kimi Boku Kogure.

Tutto questo mondo di emozioni e caratteri è arricchito da un grande allenatore, dal passato prestigioso e costellato di vittorie: Mitsuyoshi Anzai.

Il coach Anzai, temuto per i suoi metodi e allenamenti sfibranti tanto da essere chiamato “il diavolo dai capelli bianchi”, solo in seguito alla morte di un suo precedente allievo, Ryuji Yazawa, decide di abbandonare l’ambito universitario e i metodi austeri, trasformandosi in un uomo mite e molto paziente, a tal punto da guadagnarsi il soprannome di “Buddha dai capelli bianchi”.

La sua figura diviene fondamentale per creare quella sintonia giusta per lo Shohoku.

È soprattutto Anzai ad accorgersi del potenziale nascosto di Hanamichi e capire che quando gioca in coppia con Rukawa la squadra risulta devastante sul parquet; neanche a farlo apposta, la coppia Sakuragi-Rukawa ricorda celebri coppie della NBA come Kareem Abdul Jabbar-Magic Johnson o Michael Jordan-Scottie Pippen.

Per i ragazzi capitanati da Takenori Akagi, e in maniera particolare per Hanamichi, Anzai è insomma come un padre; ai suoi ragazzi ha insegnato che lo sport è dedizione, sacrificio e che la costanza è quella  spinta  capace di rendere una persona in grado di superare ogni ostacolo: il personaggio di Hanamichi Sakuragi è il risultato perfetto della mentalità di Anzai. Hanamichi parte quasi per scherzo a giocare a basket o meglio per far colpo sulla sorella del suo capitano Haruko Akagi; tuttavia, piano piano, con sacrificio e un incrollabile forza di volontà diventa un punto fermo della squadra e uno dei giocatori più talentuosi.

Questo miracolo è possibile perché il ragazzo si affida completamente alla guida del suo allenatore, che nel giro di pochi mesi prende questo ragazzo di granito dal carattere ribelle e lo “scolpisce” in un giocatore quasi perfetto, con spunti geniali capaci di cambiare le sorti di una partita. 

Nel fumetto Sakuragi diventa il miglior rimbalzista della prefettura di Kanagawa, lasciando a bocca aperta chi non avrebbe mai scommesso un centesimo su di lui e riuscendo anche a imparare a tirare da tre punti in nemmeno un mese.

Un’attenzione particolare, infine, sicuramente la merita il personaggio di Hisashi Mitsui. Mitsui, fin dai tempi delle medie, è una promessa del basket giapponese, tanto da vincere il titolo di MVP (Most Valuable Player) e quando arriva allo Shohoku è solo un infortunio al ginocchio a fermare il suo immenso talento.

L’infortunio al ginocchio lo tiene lontano dal basket per due anni, trascorsi vivendo come un teppista e covando invidia e rabbia verso chi ancora poteva giocare allo sport che tanto amava, ma alla fine la sua passione immensa, l’aver rivisto il suo vecchio allenatore Anzai e la voglia di riscattarsi da un destino di eterna meteora del basket lo riportano a giocare nella sua vecchia squadra.

Slam Dunk è stato  un manga capace di incidere e far sognare molti ragazzi del suo tempo.

È stato un’opera capace di superare indenne più di venti anni di vita ed essere più che mai attualissima, restando costantemente nel cuore degli appassionati dei manga sportivi giapponesi.

Generazioni più giovani hanno potuto scoprire la sua esistenza grazie all’anime trasmesso su più emittenti come 7Gold, GXT e MTV.

Di quest’opera d’arte dedicata allo sport, ed in particolare al basket, ci rimarrà indelebile il suo messaggio: se non si è pronti a sacrificare anche l’anima, allora non si ottiene nessun risultato. Questa è la sostanza di Slam Dunk.

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