Recensione “Forze speciali”


2 Ago , 2020|
|Recensioni

Un concerto di Bob Dylan o di un suo misterioso alias, organizzato in una città ridisegnata in un futuro prossimo da un cruento conflitto a geometria variabile; un’ombra da inseguire e Blind, un colonnello, comandante di una brigata internazionale attorno a cui ruota una realtà sempre sfuggente.

Un soldato temprato nei teatri di guerra più aspri di questo inizio millennio, che combatte una guerra nuova, ma ugualmente sporca, in cui gli interessi economici della ricostruzione, dei contractors, influenzano pesantemente il teatro d’azione, in cui però la musica è una stella polare, un elemento di riequilibrio.

Tra il rombo degli elicotteri Merlin, i richiami ai conflitti del nostro tempo e le note di canzoni perdute, c’è il racconto di un mondo crollato a pezzi, così microscopici da non trovare più una via di ricomposizione.

La città, il contesto urbano, è il luogo dove le divisioni e le fratture vengono portate all’estremo, in cui le cause dello scontro, strada per strada, quartiere per quartiere, si perdono nelle verità di volta in volta inventate ed usate da un potere mediatico totalizzante e lontano.

Marco Denti, non certo scrittore di primo pelo, in questo suo romanzo d’esordio mette tutto il suo bagaglio di canzoni e di storie. L’opera contiene rigorosamente tracce di Francesco Biamonti, di John Berger, di tutta la musica necessaria e anche di più, di Dylan e di una città europea indefinita ma molto familiare.

I mezzi blindati, le forze speciali, le armi sono solo strumenti per costruire le trame di un potere che usa tutti come pezzi di un puzzle a cui manca però un disegno complessivo, quasi a ricordare le sette incomponibili tessere del mosaico profetizzate da Marcos nei suoi scritti sulla Quarta Guerra Mondiale.

Alla fine è il nostro mondo, quello della globalizzazione, del libero mercato e della guerra come motore di progresso; quello che non possiamo più aspettare a cambiare, come pare scrivere sulla sabbia il Dylan “vero” nella sua fumosa “Can’t Wait“.

Insomma, non è solo un libro, è una premonizione, un avvertimento a non sprofondare nella Babele di un mondo senza musica, senza le parole giuste, senza l’uomo… senza futuro.

Denti Marco, Forze speciali, Fragile Libri

Di: