Passaggio di consegne


17 Mar , 2021|
| 2021 | Sport

Ritorna a tendersi l’elastico della Fionda calcistica dopo un mesetto di inattività, mentre l’Italia si ritinge principalmente di rosso, mentre le polemiche sui vaccini imperversano, un ordine internazionale che renda il genere umano uniforme (come spesso in questi casi) viene a mancare con lo stesso mondo del calcio che ha stadi aperti da una parte, campionati fermi da un’altra e una via di mezzo praticamente ovunque.

La nostra serie A 2020- 2021 era stata lasciata con un Inter che iniziava la sua fuga scudetto ed oggi, alla luce della nona giornata di ritorno, la stessa squadra di Conte galleggia serena a +9 dalla seconda. Tornerà molto probabilmente a Milano lo scudetto quest’anno con i neroazzurri più forti e più solidi delle altre squadre, tutte troppo altalenanti per poter rappresentare una reale rivale alla capolista.

Il ritorno della Fionda sulla Serie A oggi lo voglio contestualizzare dando un po’ di numeri, senza dare di matto come l’espressione richiederebbe, ma inserendo nel contesto generale della classifica attuale qualche ulteriore sotto classifica individuale da porre sotto il nostro obiettivo analitico, con il generale e tanto amato – odiato concetto del “passaggio”.

Nella storia recente si è disquisito dei troppi passaggi che si facevano per arrivare in porta, poi troppo pochi (e quindi si è obsoleti), poi di nuovo troppi (e quando segni?), poi troppi al portiere (ma se quello fa il portiere…), poi il lancio lungo è diventato attacco diretto, la verticalizzazione è diventato filtrante, i cross sono scomparsi ma i duelli aumentati. Insomma, il bar dello sport ne ha per tutti e tutti, giustamente, possono e vogliono dire la loro. Cerchiamo di fare un po’ d’ordine soprattutto posizionandoci in un contesto valutativo in cui si può dire tutto e il contrario di tutto, ma semplificare troppo, alla lunga, rischia di far perdere credibilità.

Inter a +9 sul Milan che è stato quasi raggiunto dalla Juventus la quale, con il recupero contro il Napoli, potrebbe fare il sorpasso definitivo. Dietro grandi lotte con l’Atalanta ora quarta a +2 su Roma e Napoli, poi una Lazio che sembra in calo e dietro, come noto, il vuoto.

Il possesso palla ricercato da Pirlo, e finora globalmente non troppo riuscito, pone la Juve in testa nella classifica dei passaggi globali (14590) davanti all’Atalanta e al Sassuolo; ma mettendo a fuoco ancora di più è interessante anche sottolineare la percentuale di precisione degli stessi, dato che mette sempre la Juve in testa con l’88.6% di passaggi riusciti, davanti al Sassuolo con l’88.4%. Molta della costruzione iniziale di queste due squadre che, per mettere in sicurezza il palleggio, gioca il pallone anche in orizzontale con semplicità spiega anche il perché, ad esempio, l’Atalanta nella classifica percentuale scende al settimo posto con l’85.4% di passaggi riusciti. Evidente che il gioco richiesto da Gasperini prova delle verticalità e dei corridoi più “forzati”, quindi più pericolosi per gli avversari ma chiaramente più difficili nella riuscita. Hellas Verona e Sampdoria, quindi 2 squadre in tranquillissime posizioni di classifica sono con l’80.2 80.3 % le squadre più “imprecise”, ma anche qui rispecchiano la filosofia di un calcio molto più diretto e meno palleggiato che, come la classifica ci racconta, non equivale a perdente, solo “diverso”.

Con un Crotone che prova a fare il miracolo con il ritorno di Cosmi in serie A ma destinato a retrocedere, Parma Torino e Cagliari sono in 3 punti a giocare, probabilmente, il posto disponibile per rimanere nella massima serie. Nomi importanti di squadre che hanno, inevitabilmente, sbagliato qualcosa durante il mercato e oltre.  Su queste squadre di bassa classifica è interessante applicare un altro filtro, quello del cosiddetto PPDA (Passes allowed per difensive actions) against, ovvero il numero medio di passaggi medi concessi prima di aver, sostanzialmente, perso il pallone; un’analisi applicata di quanto viene subito il pressing avversario dalle squadre “piccole”. In questa particolare statistica possiamo dire che il crollo verticale ce lo ha avuto il Benevento, oggi quintultima in classifica ma con 9.55 PPDA against ed ultima in questa precisa peculiarità. Troppo facile perdere palle e subire il pressing per la squadra di Inzaghi, considerando che, ad esempio, il Cagliari (che ha qualità importanti nei piedi) ha un dato di PPDA Against di 10.81 che lo pone con 7 squadre sotto di lei. Penultimo il Torino con 9.69 e terzultimo il Crotone (sopratutto per il merito di Stroppa) che, nonostante una qualità media dei singoli terrificante, mette un dato di 9.80 non così distante dalle peggiori.

Per rapportare questo interessante dato che ci dice quanto le squadre soffrano il pressing avversario, mettiamoci anche le zone alte di questa particolare classifica con la Juventus in testa (19.67 PPSA against) ed il solito Sassuolo secondo (17.06). Sono dati quantitativi che non spiegano le partite, ma che aiutano a dare qualche definizione in più.

I “lanci lunghi”, tanto amati dagli amanti dell’efficacia calcistica e odiati dai cultori del possesso estremo, rappresentano come sempre un semplice dato di analisi che aiuta a vedere stili di gioco in relazione alla rosa e alle sue caratteristiche. Lo Spezia di Italiano, decantato dalla stampa come una squadra dal bel calcio e ricca di spunti interessanti è la squadra che, per distacco, ha fatto più lanci lunghi in serie A – 1660 (Genoa secondo con poco più di 1400); una media di 57 a partita ed una percentuale del 61% di esecuzioni corrette (qui l’Inter domina con il 65%). E quindi? Cambiamo idea sulla squadra ligure? La mettiamo tra le squadre “all’italiana” tutta muscoli, seconde palle e lotta confusionaria? No.

La ricerca di questa verticalizzazione di lunga gittata fa parte di un’idea che vediamo ripetutamente nelle partite dello Spezia; esterni d’attacco e punta centrale che attaccano la profondità ripetutamente per stressare la difesa avversaria sono una scelta ben precisa, offensiva e spesso molto pericolosa.

Il Milan che tanto bene ha fatto finora e che, almeno in campionato, sta pagando inevitabilmente qualche infortunio ma anche una rosa buona ma non eccelsa, ha un dato molto interessante che voglio mettere a fuoco. Nel numero quantitativo di passaggi per minuto di possesso palla la squadra di Pioli è addirittura ottava con 14.5 trasmissioni *m. Parliamo di dati che cambiano pochissimo partita dopo partita ma che a fine stagione possono dirci qualcosa, ad esempio pensiamo a quanti “conduttori di palla” ha il Milan; Theo Hernandez, Chalanoglu, Diaz, Leao. Molto predisposti anche alla transizione individuale oltre che alla manovra collettiva. L’idea di Pirlo di tanti passaggi (che non vuole dire tanti gol o tante occasioni) anche qui mette la Juve in testa con 16.1 passaggi medi per minuto di possesso.

Il passaggio smarcante rappresenta ancora un elemento importantissimo per essere pericolosi e costruire, tramite QUESTO tipo di passaggio, una potenziale occasione da gol. Sono le due romane con la loro batteria di centrocampisti e trequartisti di qualità ad essere le più efficaci in questa particolare classifica. Ben 241 la Roma (8.30 a partita di media ed il 46% di successo), seconda la Lazio con 201 (7.25 a partita e quasi il 38% di successo). Andando sui singoli ovviamente Luis Alberto domina la scena con 69 P.S. ed il 38% di precisione, mentre Mkhytarian è terzo (dopo De Paul) con 56 P.S. ma ben il 44% di precisione. Molto interessante il dato dell’Inter capolista che, in questa speciale classifica, è undicesima con 149 P.S. totali, lo stile di gioco “non rischioso” di Conte con passaggi sicuri e verticalizzazioni continue sulle punte danno senso a questo dato.

Tempo fa abbiamo analizzato i passaggi chiave (che si giocano sui piedi del compagno superando almeno una linea difensiva avversaria), questa volta voglio chiudere questa dissertazione sui passaggi in serie A con il passaggio filtrante, giocato in uno spazio in direzione della porta avversaria per costruire un’azione pericolosa. Anche qui è la Roma di Fonseca quella che ne prova di più in serie A, 334 in totale (Milan secondo con 263) ma con una percentuale di riuscita più bassa di tre squadre che ne provano di meno, ma con più efficacia – Atalanta 43%, Juventus 42.3% e Udinese (praticamente tutti De Paul) 42%.

Stili di gioco, idee e proposte che ci dicono molto, ma non tutto, di una serie che va verso la sua definizione con il mese di marzo fondamentale. Molte squadre in aprile saranno già salve, con l’augurio che facciano il loro dovere fino alla fine perché la spaccatura, mai come quest’anno, sarà una voragine che darà, probabilmente, all’Inter il suo 19° scudetto, sancirà per l’ennesima volta che le italiane in Champions sono comprimarie e che, speriamo, produrrà il vaccino calcistico che serve a tutti noi per vivere di nuovo il calcio in maniera completa…. Il ritorno alla normalità.

Di: