Issuefication della politica e vincoli di bilancio


12 Apr , 2021|
| 2021 | Visioni

Perchè politici e mainstream amano i dibattiti su catcalling, o sulla sedia della Von der Leyen et simili mentre odia profondamente che si parli delle condizioni materiali di chi i soprusi li subisce.

Premessa cosa è il fenomeno definito come “issuefication della politica”?

Deriva da issue che in inglese significa problema, declinato nella sfera politica identifica la prassi comunicativa nella quale si intavola un dibattito su singola parcella di un problema polarizzando l’elettorato su posizioni divergenti, per farvi un esempio prendiamo il caso del catcalling (fare apprezzamenti non richiesti a sconosciuti che si incontrano per strada), questa pratica risulta profondamente invadente e in alcune circostanze può generare imbarazzo, disagio ed un profondo senso di insicurezza.

La discussione che si è generata sul tema del catcalling ha tutte le caratteristiche dell’issuefication politico, perchè polarizza gli schieramenti su uno specifico tassello di una più grande problematica  elevando la singola questione a battaglia centrale per il superamento della circostanza generale.

Artisti, influencer, politici e giornalisti si accapigliano in dibattiti centrati sul singolo tema radicalizzando le loro posizioni e portando la popolazione ad identificarsi con posizioni, che per loro stessa natura, non possono essere considerabili come neutre. La tensione arriva a livelli per cui ad oggi il catcalling viene visto con polarità opposta: per un lato equiparabile ad una molestia sessuale e per un altro schieramento minimizzato a mero corteggiamento.

Il caso del catcalling è uno delle tante issueficazioni di problematiche ben più vaste, in questa categoria possiamo annoverare la “cancel culture” ovvero l’affrontare il razzismo attraverso l’eliminazione di letture ed opere classiche prodotte da maschi bianchi e caucasici. In alcuni casi l’issuefication diventa per il politico una brand differenziante, un sorta marchio di fabbrica, in questo senso uno dei casi più noti è quello dalla senatrice Laura Boldrini che ha fatto dell’utilizzo dei vocaboli femminili per sostantivi maschili una sua personale bandiera di attivismo per l’emancipazione femminile.

L’issuefication politica ha un altro elemento in comune che ne determina a mio avviso il suo grande proliferare nel dibattito italiano ovvero la sua natura “immateriale”, con ciò intendo che la singola issue può essere superata senza il ricorso ad investimenti economici significativi, ad esempio per evitare che il burino di turno fischi dal finestrino quando incrocia al semaforo una ragazza basta fare una legge ad hoc che contempli una sanzione amministrativa o penale (nel caso in cui il catcalling venga considerato molestia sessuale). Fare una battaglia politica per l’utilizzo dell’asterisco al posto delle vocali non ha costi di per se, basta semplicemente mettere un *  quando si scrive Direttor* e in questo modo si è sempre in grado di dire che ci si sta impegnando politicamente per superare la disparità di genere, chiunque faccia notare al politico di turno che utilizzare degli * non migliora concretamente la disparità di genere può essere sempre apostrofato come misogino e maschilista nonché come un individuo conservatore che non considera l’evoluzione del linguaggio come un passaggio fondamentale per l’emancipazione di genere.

Generare conflitti su singole situazioni parcellizzate, per un paese come il nostro, che ha pesanti vincoli di bilancio ai quali sottostare è il miglior modo per i politici di far vedere che si stanno effettivamente occupando delle sopracitate problematiche senza però affrontarle alla radice eliminando di fatto le disparità. Quanto sopra descritto è particolarmente vero per i politici di sinistra poiché il riconoscere che sussiste un vincolo di bilancio che non consente il reale superamento della disparità di genere o l’eliminazione delle pulsioni razziali significa abbandonare il facile approdo costituito dal loro europeismo acritico.

Per superare la disparità di genere servirebbe una legge che equipari i redditi(a prescindere dal genere), per evitare la violenza fra le mura domestiche serve che lo stato (in caso di denuncia o di accertato caso di violenza) garantisca un alloggio e sostengo al reddito, evitando così di lasciare la persona che ha subito il danno, senza una rete di protezione o, ancora, per fare in modo che in caso di gravidanza una donna non si senta in colpa nei confronti del datore di lavoro serve un congedo di maternità a carico dello stato che garantisca degli sgravi fiscali al datore di lavoro pari all’ammontare delle mensilità del periodo complessivo di maternità.

Fare quanto descritto però richiede una grande impegno economico da parte dal valore di decine di miliardi l’anno e questo non è e non sarà mai possibile se non si affronta prima l’irrazionalità delle politiche di pareggio di bilancio europee che vietano qualsiasi intervento in deficit e che sfori i parametri di Maastricht.

Capite bene che per l’arco politico di sinistra che va da Fratoianni a Letta passando per la Boldrini, il fatto di riconoscere pubblicamente che i vincoli di bilancio europei reprimono sul nascere qualsiasi tentativo materiale di superamento della disparità di sociali equivale a riconoscere quanto il loro europeismo acritico sia stato negli anni politicamente (per usare un eufemismo) poco lungimirante. I politici spalleggiati dall’informazione mainstream preferiscono fomentare lo scontro issueficando i temi in modo tale da rendere evidente la loro sensibilità sulla specifica problematica senza però modificarne fattivamente la traiettoria.

Personalmente vedo la pratica dell’issiuefication come una sorta di arte magica la quale permette a chi la padroneggia di far percepire la realtà per quello che non è, con ciò non voglio assolutamente dire che pratiche come il catcalling devono essere considerate accettabili in una società evoluta , ma sto cercando semplicemente di riportare una problematica della disparità di genere sul piano della realtà e di far notare come il dibattito venga sempre di più diretto su temi che non scomodano mai l’ordine istituzionale costituito.

Vedo tanti pronti a combattere per battaglie formali sul catcalling e pochissimi invece pronti ad armarsi per delle battaglie sostanziali sulla disparità di genere, ecco penso sia il momento di riequilibrare i piani di forma e sostanza.

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