Di Green pass e distrazioni di massa


11 Ago , 2021|
| 2021 | Voci

Questa pandemia non mi ha resa affatto migliore, ma semmai ha tirato fuori il peggio di me.

Prima di tutto me la sono presa coi vecchi: ma come, noi facciamo il lockdown per tutelare voi, io mi sto privando di tutto quello che una (allora) neo-ventottenne che si è appena ritrasferita nella sua città preferita vorrebbe fare, per voi, per non contagiare voi, e voi ve ne andate in giro tremila volte al giorno, senza motivo? Ma statevi a casa per carità!

Poi me la sono presa con un’altra categoria di persone, gli incapaci all’uso della mascherina: finalmente possiamo di nuovo uscire e fare qualcosa di vagamente normale (in realtà si poteva praticamente solo andare a lavorare ma questa è un’altra storia, vabbè) e tu, cretino, ancora non hai capito che ti devi mettere la mascherina e che te la devi mettere bene, a coprire sia la bocca sia il naso? Allora sei scemo!

Successivamente, in ferie nella mia terra natia, sono stata colta da una sorta di orgoglio regionale sfociato in quello che somigliava inquietantemente al razzismo che, al contrario, ho sempre subito e denunciato: questi polentoni di merda vengono qua, senza mascherine, senza rispettare il distanziamento, portano il covid questi untori, qua fino a qualche settimana fa c’erano zero casi e guarda adesso che disastro! Ci hanno imposto il lockdown perché loro non tolleravano di stare a casa mentre noi eravamo liberi, quando qui si stava bene e ora ci contagiano e dobbiamo fare finta di niente perché è la stagione turistica, maledetti! (Non consideravo, ovviamente, che pur essendo nata e cresciuta qui, venendo da Roma in ferie ero anche io una potenziale untrice, anche se col mio controllo ossessivo di mascherine, distanziamenti e disinfezioni varie avrei sfidato chiunque a lamentarsi del mio comportamento – cioè, ovviamente a parte i miei familiari che dovevano subire i miei rigidissimi protocolli anti-contagio).

Infine sono arrivati i vaccini e con loro il green pass. Io mi sono vaccinata appena ho potuto e ho avuto il green pass prima che questo “entrasse in vigore”. Dal mio punto di vista e in base al mio vissuto, è molto facile perculare i no vax tacciandoli di ignoranza o ridere a crepapelle della creduloneria di quelli che hanno cercato di comprare green pass falsi online e sono stati truffati. Facile come prendersela coi vecchi, coi no mask, coi sì-mask ma col naso fuori che non respiro, coi turisti irresponsabili (anche se questo è un altro tema che, pandemia a parte, andrebbe approfondito) e con i vicini casinisti. E sì la pandemia ha avuto un grosso impatto su di me, il lockdown, le restrizioni e il concetto stesso di pandemia hanno rovinato la mia serenità e la mia salute mentale in modo imprevedibile e mi ci vorranno probabilmente anni di duro lavoro psicologico per tornare ad essere quella che ero.

Però io non sono così. Io non vengo da questa storia. Al netto di qualche stronzo che avrebbe tutti gli strumenti (educativi, economici, sociali) per comprendere la realtà ma sceglie comunque di comportarsi secondo la sua natura (d’altra parte gli stronzi sono sempre esistiti), vale la pena considerare qualche dato e riflettere su un paio di responsabilità.

Partiamo dall’istruzione: in Italia abbiamo un enorme problema di abbandono scolastico, di povertà educativa, di ascensore sociale bloccato a partire dal riscatto culturale (in sintesi se i tuoi genitori non hanno fatto l’università e nel frattempo non sono diventati ricchi sfondati, tu scordati pure di farla, o più banalmente se nessuno a casa tua ha fatto il classico preparati a passare il quarto ginnasio in lacrime e probabilmente ad affrontare una bocciatura). E un enorme problema di assenza di comprensione del testo: le persone di fatto sanno leggere, riconoscono i segni grafici che vedono, sanno comporre le parole ma non comprendono davvero il senso del testo scritto. Un problema diffusissimo tra gli adulti over 50 (sì, anche i boomer sono una categoria che mi diverte perculare con leggerezza, ma quando parliamo di boomer ricchi e istruiti che scelgono volontariamente di ignorare gli sfaceli da loro combinati e continuano a paragonarsi a noi, come se l’avessimo creata noi quest’economia). Parliamo di persone che non sanno leggere la realtà senza riportarla sul proprio vissuto personale (se non è successo a me o al massimo a mio cuggino, allora non è vero). Cosa ci dice questo del nostro sistema educativo? Della nostra società così frammentata e così fortemente classista? E cosa ci dice questo dello stato della nostra informazione? Perché una buona informazione, corretta, super partes, di qualità, è -oltre che la base della democrazia- lo strumento principale per tenere la mente allenata alla conoscenza, al continuo miglioramento di sé, all’esercizio del pensiero critico.

E passiamo quindi al punto successivo: la totale sfiducia nelle istituzioni e, di conseguenza, nella scienza. In soldoni: se le istituzioni mi hanno sempre ignorato, non mi hanno dato i servizi che meritavo (istruzione e sanità in primis, ma anche infrastrutture e ammortizzatori sociali validi) e spessissimo hanno guadagnato sulla mia pelle, mettendo a rischio la mia salute e quella dei miei cari, mentendo sulle conseguenze di scelte ecologicamente scellerate (ma votate al guadagno, di pochi), perché dovrei fidarmi di quello che mi dicono? Se la scienza, il progresso, hanno permesso alla mia terra di inquinarsi, hanno lasciato che bambini morissero di tumore, non hanno curato malattie relativamente semplici perché un sistema corrotto ha reso primari persone che non lo meritavano e che non hanno a cuore la salute del prossimo ma solo la propria pancia, perché dovrei fidarmi dei vaccini e di tutto quello che ci sta intorno?

E il governo, quello attuale, quello precedente e tutti quelli prima, con quella comunicazione contraddittoria e a tratti inesistente, cosa ha fatto per intervenire su questa sfiducia? Cosa ha fatto la nostra classe politica per rendersi degna di fiducia, per mostrare interesse reale per la salute e il benessere del cittadino, qualunque cittadino?

E i mezzi di informazione, totalmente schiavi del profitto, cosa hanno fatto per aiutare i cittadini durante una crisi mai vista? La comunicazione sui vaccini e sul covid in generale è stata disastrosa: notizie allarmiste, contrastanti, spesso false o parziali. Date in pasto a un Paese impaurito, senza punti di riferimento, senza fiducia nelle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerlo, senza la possibilità di comprendere del tutto la situazione straordinaria che sta vivendo.

Perciò, possiamo pure ghignare davanti alle disavventure estive del no-vax che vuole entrare nei locali, ci sta ghignare un po’ quando si sente che le cose stanno girando nel verso giusto per te (anche perché in Italia, se hai circa trent’anni e magari sei pure di sinistra, raramente hai provato questa sensazione) ma per cortesia ricordiamoci che la causa di questo delirio, di cui comunque paghiamo le conseguenze tutti, non è il cugino no vax con i suoi limiti, ma è proprio la causa -ben più grande e profonda- dei suoi limiti.  Perciò quando finiamo di ridacchiare sui green pass falsi, rimbocchiamoci le maniche per costruire un Paese più giusto per tutte e tutti.

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