Multas per gentes. Itinerario poetico di Anna Santoliquido


10 Ott , 2021|
| 2021 | Recensioni | Terza Pagina

In maniera quasi parallela alla mia recente pubblicazione del saggio La ragazza di via Meridionale. Percorsi critici sulla poesia di Anna Santoliquido (Nemapress Edizioni, Roma/Alghero, 2021) giunge felicemente la notizia della pubblicazione di un nuovo saggio sulla fertile attività letteraria della poetessa lucana Anna Santoliquido. Difficile, dopo averlo attentamente letto, non dar seguito con un breve commento d’analisi di questa nuova opera che, assieme agli studi di Francesca Amendola, va ad aggiungersi alla consistente produzione letteraria di matrice critica su Anna Santoluquido. Pochi poeti di questa età a noi contemporanea possono, infatti, contare di un diorama così ampio di attestazioni critiche, di giudizi entusiastici e a loro volta capillari tesi da un desiderio costante di approfondimento di contenuti, ispirazioni ma anche di forme impiegate. Il poter contare su una serie di volumi che affrontano il tessuto esistenziale della poetessa e la sua produzione è di per sé un qualcosa di estremamente positivo perché significa che quanto ella produce non solo viene letto, e dunque recepito perché oggetto di interesse, ma è altamente valevole di attenzioni critiche, particolareggiate, che non di rado assumono visioni e progetti assai efficaci e pertinenti nel far risaltare le doti di genialità e grandezza della Nostra.

Il recente volume pubblicato è di Licia Grillo e porta il titolo di Multas per gentes. Itinerario poetico di Anna Santoliquido (che richiama il verso incipitario di un triste componimento di Catullo dai contenuti elegiaci, in memoria del fratello, ma che è anche simbolico di un possibile “ritorno”) ed è edito da FaLvision Editore di Bari. Uno studio agevole (poco meno di cinquanta le pagine lo compongono) nel quale vengono riportati per intero alcuni tra i più bei testi poetici della Santoliquido sin da Casa di pietra (opera imprescindibile per avvicinarsi alla sua poetica) sino alle opere più recenti. Licia Grillo le riporta non quale mero compendio esemplificativo di opere selezionate dalla vasta produzione della Poetessa ma perché intende richiamarle nel corso del suo ragionamento critico e, a sua volta, farne oggetto privilegiato di discussione e di ampliamento investigativo.

Un breve riferimento nella parte finale del saggio ci ricorda che questo saggio è stato “chiuso”, ovvero completato, a settembre 2014 tuttavia esso viene alla luce solamente ora, dopo circa sette anni da quando venne concepito ed è il prodotto finale di una borsa di studio co-organizzata dall’Università “Aldo Moro” di Bari che la Grillo ha vinto. Dopo la pregevole prefazione del docente universitario Daniele Maria Pegorari nella quale ben vengono evidenziate le tre componenti inscindibili della produzione della nostra (la tradizione meridionalistica, l’azione sociale e l’elemento religioso) il saggio si articola in tre diversi tematici successivi, in sé indipendenti, attorno ai quali Licia Grillo ha inteso argomentare il suo approfondimento della poetica santoliquidiana.

Il primo capitolo è dedicato ai rapporti tra poesia e scrittura e qui si passa in rassegna il retroterra nativo e culturale della Nostra che l’ha condotta ad essere quel che oggi è ovvero una donna e una poetessa stimata e riconosciuta, anche a livello internazionale. Con opportuni richiami alla tradizione letteraria di matrice classica e camei anche imprevedibili l’Autrice affronta la questione annosa delle relazioni simbiotiche, eppure difficilmente indagabili, tra vita e letteratura, tra esperienza e scrittura fornendo delle disamine curiose quanto articolate. È il capitolo che parla delle origini della Nostra, di quella Forenza natale, nel Potentino, dove tutto ebbe inizio, a contatto con la vita di campagna, le case di pietra e la condizione disagiata, quando non addirittura vilipesa, della classe contadina.

Il secondo capitolo, che è quello quantitativamente e tematicamente più ricco, porta il titolo di “Maternità e creazione”. È questo l’ambito dove, da più vicino, si parla dell’impegno della Nostra nei confronti del mondo femminile che l’ha portata nel 1985 a fondare il Movimento Donne e Poesia, importante punto di crescita e di promozione sociale, psicologica, culturale e letteraria. Licia Grillo non manca di riferirsi anche a una trama spirituale della poetica della Santoliquido – già tracciata da Pegorari nella prefazione e individuata da altri critici – in questa sezione del suo scritto che dedica alla questione, indirettamente, due dei sotto-capitoli più incisivi dell’intera opera: “La concezione metafisica della poesia” e “Divinità della scrittura”.

L’ultimo capitolo, “La contemporaneità della poesia”, serve un po’ da collante ai tanti elementi forniti e indagati nel corso del saggio, è una scrittura che, adottando un andamento sinottico, riesce a toccare e a fare il punto sulle varie tematiche e idee già fornite. Sembra, dunque, come una sorta di “sintesi” in un processo di tesi e antitesi, di idee e confutazione delle stesse. In effetti il tono della Grillo non è mai perentorio né insindacabile nel parlare dell’opera della Nostra e questo fa sì che altre idee, concezioni, vedute e interpretazioni attorno a quel che via via va approfondendo siano possibili e, anzi, auspicabili. Senza dimenticare che “La poesia avviene solo nel momento in cui diventa possibile attestare una partecipazione totale e un coinvolgimento pieno in grado di permettere la relazione tra i versi e la realtà”.

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