Quello che non torna


18 Nov , 2021|
| 2021 | Voci

L’arrivo dell’autunno ha portato con sé una prevedibile ricrescita dei contagi in tutta Europa e il continente è stato proclamato nuovamente epicentro della pandemia dall’OMS[1]. Questo nonostante i tassi di vaccinazione tra i più alti al mondo. La ricrescita dei contagi è imputabile all’allentamento delle misure restrittive e da qui possiamo dedurre che queste saranno a breve reintrodotte. In Italia lo stato di emergenza verrà inevitabilmente prorogato ancora, per legittimare quei provvedimenti altrimenti inapplicabili, oltre la durata costituzionalmente prevista e oltre il limite concesso dalla nostra Costituzione anche per le proroghe. Quello che mi preme comprendere, dalla mia giovanile ignoranza, è come determinare quando questa emergenza finirà e quando si potrà di conseguenza tornare al mondo prepandemico. Non in termini sanitari, sia chiaro: esistono specifiche competenze per valutare i fattori epidemiologici e di conseguenza considerare la pericolosità del virus esauritasi o meno, ma poiché il virus non può scomparire per azione di un vaccino che ne annulli la trasmissione[2] e né pare destinato a cessare la sua propagazione grazie ad un naturale decorso della pandemia, a causa della produzione di varianti[3], dobbiamo dedurne che l’emergenza non potrà mai rientrare.  Vale a dire: lo stato di emergenza verrà prorogato continuamente e senza termine se ci affidiamo esclusivamente ai parametri di valutazione sanitari attualmente in vigore.

Un esempio chiaro riguarda la soglia di occupazione delle terapie intensive che corrisponde all’istituzione di una zona gialla, fissata al 10% di saturazione dei reparti, e di una zona rossa, fissata al 30%, quando nel mondo prepandemico questo valore era solito attestarsi in media intorno al 45%[4]. Dunque, ripetiamo, siamo entrati in un sistema di emergenzialità imperitura, perché sulla base di valutazioni esclusivamente sanitarie non è possibile e mai lo sarà porre una parola fine a quanto stiamo vivendo. Questo stato di cose sta perciò legittimando una serie di modificazioni altrimenti impensabili della società, destinate a permanere insieme alla sospensione del regime democratico. Soprattutto, sta introducendo dei comportamenti sociali, umani e comunicativi completamente inopportuni per una civiltà che voglia definirsi tale. L’odio che dalle parti si riversa contro gli altri è oltremisura dannoso e pericoloso per la tenuta democratica del nostro Paese e soprattutto è completamente inaccettabile che i media possano supportare una frangia di questo odio. A tal proposito, giusto per evidenziare la gravità del fenomeno, riporto le dichiarazioni di alcuni giornalisti, politici e medici che hanno suscitato molto scalpore:

Vorrei vederli cadere come mosche. Andrea Scanzi, giornalista.

Tutti i vaccinabili siano immunizzati con le buone o con le cattive. Matteo Bassetti, infettivologo.

I rider dovrebbero sputare nel cibo dei no-vax. David Parenzo, giornalista.

Criminali no vax. Libero quotidiano del 21 agosto 2021.

Carrozze dei treni dove segregare i no vax. Mauro Felicori, assessore alla cultura Emilia Romagna.

Come sorci resteranno chiusi in casa, agli arresti domiciliari. Roberto Burioni, virologo.

Vorrei vederli ridotti a una poltiglia verdastra. Selvaggia Lucarelli, opinionista.

I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori. Sebastiano Messina, giornalista.

Sono dei criminali, associazioni organizzate contro lo Stato. Matteo Bassetti, infettivologo.

No-vax fuori dai luoghi pubblici. Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.

Escludiamo gli evasori vaccinali dalla vita civile. Stefano Feltri, direttore di Domani.

Non vaccinati mettano un cartello al collo. Sarà possibile scansarli. Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto.

I no vax sono terroristi e vanno sfamati con il piombo. Richiamate Bava Beccaris. Giuliano Cazzola, giornalista e candidato + Europa.

Se queste affermazioni non sono in grado di suscitare la vostra indignazione, evidentemente il senso di umanità è andato drasticamente scemando in questi due anni. Dover temere per la propria salute entrati in ospedale, per il timore che il proprio medico desideri infliggerci dolore solo per aver applicato una libera scelta ancora garantita, è fuori da ogni ordine di comprensione. Qualcuno, giustamente, starà considerando queste affermazioni come esagerazioni di qualche spaurito opinionista desideroso di spazio mediatico, probabilmente anche esasperato dalla situazione vissuta in questi anni. Soprattutto un dottore, costretto a turni sfiancanti e a veder morire decine di persone nel proprio reparto a causa del Covid, può comprensibilmente (pur senza giustificazione) nutrire rancore per chi sceglie di non vaccinarsi. Questo, tuttavia, non legittima minimamente un giornalista a rincarare la dose, dando adito a questo pensiero e a queste volontà omicide. Introdurre nell’opinione pubblica l’idea che una categoria di persone possa essere legittimamente sottoposta a un trattamento violento è completamente inaccettabile, pericolosissimo, indipendentemente dalle proprie azioni ed opinioni. Ad esempio, reputeremmo assurdo sentire un dottore dichiarare in televisione che chi fuma vicino ad altri, quando entrerà in ospedale con un cancro ai polmoni, verrà intubato senza anestesia, come per punizione. Eppure il fumo passivo è la causa di circa un migliaio di tumori all’anno solo in Italia[5]. L’insinuazione tra la cittadinanza di queste forme d’odio è una vera emergenza che nessuno sta tentando di disinnescare e le conseguenze non si faranno attendere.

Come si è visto, fino ad ora non si è dibattuto sul vaccino e sulla sua efficacia, ma solamente su una serie di mutamenti comportamentali indotti nella maggioranza della popolazione. Andando oltre, non ci soffermeremo neppure sulla legittimità delle norme introdotte, sulla costituzionalità del lasciapassare verde né sulla legittimità degli isolamenti totali o selettivi che siano[6]. Semplicemente si ragionerà su quanto accade ed esporrò alcune brevi tesi. Lo faccio non perché un qualche studio me lo permetta o per merito di un acume particolare, ma perché l’unico dono che mi è stato concesso è di sapere le parole e come accostarle e mi prendo dunque l’incarico di dire al meglio quello che molti vorrebbero dire, ma che non sanno fare in una forma che sia ascoltata da qualcuno.

  1. Chiunque può parlare. La retorica per cui solo gli esperti possono esprimersi sul proprio campo di indagine, lasciando alla cittadinanza il solo compito di fidarsi, è assolutamente contro ogni principio democratico. O si ammette che la democrazia ha fallito e che si stia cercando un suo valido sostituto, togliendo dunque al cittadino il compito di chiedere, dire e partecipare, o si dovrà ammettere che anche il lavoratore non istruito possa esprimere i propri dubbi, anche sulla materia sanitaria. La retorica imbastita in questi due anni è facilmente estendibile alla sfera politica: dovremmo lasciare parlare gli esperti su come sia meglio governare e dovremmo lasciar fare loro, fidandoci. A questo punto il sistema elettorale diventerebbe poco più che un inutile orpello. E se si ammettesse allora che la democrazia sta venendo sostituita, sarebbe opportuno dichiararlo e guidarne la transizione con la partecipazione popolare. In caso contrario, si tratterebbe semplicemente di un banale colpo di Stato. Se così non è, bisogna continuare ad ammettere che la voce dell’ignoranza si esprima, in qualsiasi campo. Si potrebbe poi discutere anche sulla falsa concezione, tutta contemporanea, per cui l’esistenza sia divisibile in comparti stagni, ciascuno analizzabile esclusivamente dai propri esperti tralasciando invece la visione d’insieme. Questa è la giustificazione di tutta quella metodica ridicolizzazione di filosofi, sociologi, letterati, storici e via dicendo che si stanno esprimendo sulla questione green-pass e analoghi. Per tale ragione mi oppongo, come tutti coloro dotati di buon cervello, a questa retorica. Aggiungo, che la fiducia che è richiesta nella scienza manca nella popolazione, perché manca un sistema economico e politico che ci assicuri che veramente gli obiettivi primari siano di ordine sanitario e non economico. Fidarsi è cosa ardua e non bastano attestati accademici per suscitare fiducia, specie in chi non ha neppure idea di cosa sia il mondo accademico. Per fidarsi occorre trasparenza e occorre una certa aderenza a valori di ordine umano, piuttosto che una comprovata ossessione per il profitto[7].
  • Sulla costituzionalità e legittimità giudiziaria dei provvedimenti attuati fino ad ora e quelli a venire. La peggiore tirannia d’Europa nacque in seno ad una perfettissima costituzione e nel pieno rispetto di questa. Dunque, chiunque sostenga che sia errato questionare sui provvedimenti del governo, perché completamente legittimati dal nostro ordinamento giuridico, è ingenuo o in malafede. Ribadisco il diritto ad opporsi a leggi reputate ingiuste, indipendentemente dal parere di avvocati o magistrati favorevoli o contrari.
  • Inviolabile diritto al dissenso. Poiché formalmente il nostro regime è ancor pur sempre democratico, bisogna avere rispetto del dissenso e lasciare che esso si esprima e ragioni. Ogni opinione, pur quella falsa, contribuisce ad accrescere la Verità, perché insinua il dubbio e può quindi suscitare la conferma oppure il perfezionamento di questa. Dove mancano il dissenso e il rispetto per il dissenso, manca pure la Verità ed al suo posto viene posato sul trono un fantoccio che è chiamato Dogma. Quel che è vero non ha bisogno di tribunali, inquisizioni e forze armate: la Verità sa benissimo difendersi da sola. Occorre invece lasciare che si rifletta liberamente sui processi in atto, non colorando di scherno qualsiasi opinione che diverga dalla narrazione ufficiale. Se si vuol far satira invece che si faccia, ma nella consapevolezza che questa dovrebbe attaccare i potenti e non i deboli. Ripeto: vogliamo dire che la democrazia ha fallito e si sta transitando verso un modello nuovo? Benissimo, ma lo si dica! Se non lo si afferma chiaramente, si dovrà continuare ad accettare che si dissenta e che esistano idee di tutti i tipi, anche delle più buffe e controcorrente.
  • Un’emergenza è un qualcosa di improvviso, a cui non si è preparati e a cui bisogna rispondere rapidamente e in maniera risoluta. Un’emergenza non può essere decennale e senza alcun limite di scadenza. Soprattutto, se così è, non può limitare i diritti democratici più elementari, sempre ammesso che non si dichiari finalmente morta la democrazia, a tempo sostanzialmente indefinito.
  • Ricondurre ad un “tipo specifico” chi manifesta contro le recenti misure governativi è un’insensatezza, chiaramente finalizzata alla divisione sociale. Tra chi contesta l’esecutivo e si oppone alla logica dello stato di emergenza perenne, incredibile a dirsi, c’è un’ampia trasversalità: sono presenti persone di ogni genere, orientamento sessuale, religione, classe sociale, grado di istruzione, età ed etnia. Addirittura, come in ogni gruppo umano, vi sono molti ignoranti, molti violenti e molte persone che hanno semplicemente trovato un pretesto per fondare la propria identità su qualcosa. Il vergognoso ritratto dei media del “no-vax e no-greenpass”[8] è però un preciso atto comunicativo volto a dare una rappresentazione, un’immagine, del nemico su cui ricondurre la colpa di ogni fallimento del governo nella gestione pandemica.
  • Obbligare nei fatti alla vaccinazione fasce di popolazione non a rischio o di cui i rischi (statistici) della vaccinazione superano i benefici sembra cozzare con il buon senso. Logicamente la vaccinazione non comporta rischi assoluti, ma rari casi di reazioni avverse gravi. Il Covid-19, ugualmente, comporta in una fascia di popolazione specifica una percentuale di casi gravi relativamente alta (per il nostro Sistema Sanitario), ma per la maggior parte della popolazione le probabilità di sviluppare danni gravi o a lungo termine sono rare.

Queste sono alcune delle convinzioni maturate in questi mesi, che qui avanzo a mo’ di semplici spunti di riflessione. D’altronde, come è stato giustamente detto, questo è il tempo di chi coltiva dubbi, piuttosto che diffondere certezze. Anche perché non sono poche le cose che non tornano e che meriterebbero di essere sottoposte ad un dibattito che sia il più largo e trasparente possibile.


[1] https://www.bbc.com/news/world-europe-59160525

[2] Coronavirus, il vaccino farà aumentare le mutazioni. Ma non fermerà le nostre cure – la Repubblica

[3] “Immunità di gregge? Impossibile. Lo sappiamo da marzo…” – ilGiornale.it

[4] https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3073_allegato.pdf

[5] https://www.aimac.it/informazioni-tumori/fattori-rischio-tumori/fumo#:~:text=In%20Italia%20il%20fumo%20passivo,passivo%20sul%20posto%20di%20lavoro.

[6] https://www.open.online/2021/11/02/covid-19-matteo-bassetti-lockdown-no-vax/

[7] https://it.wikipedia.org/wiki/Pfizer#Vicende_giudiziarie

[8] https://www.open.online/2021/08/02/covid-19-no-vax-sondaggi/

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