Riflessioni eretiche sulle politiche pandemiche: TIA (There Is Alternative) e il grande Leviatano


30 Dic , 2021|
| 2021 | Scienze e potere

Azzardo un’eresia.

Mettetevi comodi, preparate la pira e allacciate le mascherine: la strategia del governo ha miseramente fallito.

Se credevate davvero all’immunità di gregge da raggiungere attraverso la campagna vaccinale, avrete notato che la percentuale di copertura vaccinale che siamo stati chiamati a raggiungere è via via aumentata. Prima era il 65/70% della popolazione vaccinabile, poi -con la variante Delta- è diventata l’80%, in seguito l’85/90% della popolazione over 12, infine oltre il 90% della popolazione totale.

Ora, siamo anche vicini a quella soglia ma al contempo sfioriamo i 100mila casi giornalieri e impazzano quarantene e panico mediatico.

È abbastanza palese che la luce in fondo al tunnel si fa sempre più fioca per chi ha occhi per vedere.

L’immunità di gregge è una chimera e si va verso l’endemizzazione. I vaccini, su cui il governo ha investito tutte le sue fiches nel tentativo velleitario di eradicare il covid-19, funzionano nel breve termine nel ridurre ospedalizzazioni, trattamenti di terapia intensiva e morti, ma non assicurano alcuna immunità, né evitano i contagi, né offrono una copertura abbastanza lunga da poter solo immaginare una stabilizzazione delle soglie vaccinali necessari a raggiungere tale immunità di comunità.

Inoltre, giacché viviamo in un mondo fortemente interconnesso, si allarga a dismisura la stessa comunità potenziale di riferimento. Guardando fuori dal nostro ombelico, ci accorgiamo che in Africa e in altri paesi in via di sviluppo non solo non si sognano neanche di poter raggiungere soglie vaccinali vicine all’immunità di gregge, ma non riescono neanche a vaccinare le fasce di popolazione più a rischio.

Ecco allora che in fondo al tunnel del covid non si vede una luce, ma un vicolo cieco. In questo (eterno?) loop nel frattempo le piattaforme on line di intrattenimento, food delivery e logistica realizzano i migliori utili della loro storia. Nel frattempo, le grandi aziende grazie al ricorso allo Smart working realizzano i migliori risparmi di spesa della loro storia. Nello stesso momento, milioni di piccole attività (magari a gestione familiare) vengono schiacciate tra l’ incudine delle misure restrittive e il martello di una concorrenza insostenibile dei pesci grossi del mercato.

So, what?

Viviamo in un’era politico-economica dominata dal mantra TINA (There Is No Alternative) e anche tutte le politiche pandemiche sin qui adottate ci sono state presentate come necessitate, scelte ineludibili prese con le spalle al muro.

Accendete la pira: erano possibili auspicabili ben diverse strategie. Ad oggi restano pour parler mai attuati almeno i seguenti interventi:

– Potenziamento strutture ospedaliere, con ampliamento dei posti disponibili in Terapia intensiva e ordinaria;

– potenziamento della medicina di territorio;

– stabile potenziamento del personale medico e infermieristico;

– rafforzamento della rete di trasporto pubblico;

– tamponi gratis per tutti (d’altronde il costo unitario è ben inferiore a quello dei vaccini) e incentivazione al monitoraggio tamponale di massa;

– investimenti pubblici in ricerca e validazione di protocolli di cura precoci ed efficaci;

– strategia di protezione (anche vaccinale) mirata e focalizzata sulle fasce di popolazione più a rischio (anche valutando, laddove necessario, l’introduzione per queste di obbligo vaccinale con piena assunzione da parte dello stato di ogni responsabilità giuridica, politica e morale);

– favorire l’immunizzazione naturale delle fasce di popolazione più giovani, statisticamente al riparo da forme di infezione più gravi;

– introduzione di un reddito di quarantena con diaria commisurata ai giorni di positività e isolamento.

TIA. L’alternativa c’è (o c’era) ma ci hanno spaventato a tal punto per la salvezza delle nostre vite, da aver azzerato la secolare esperienza del costituzionalismo per riportarci ad uno stato di natura Hobbesiano dal quale si esce solo cedendo tutti i diritti al Grande Leviatano con la mera promessa sulla parola (ossia, non sanzionabile) di aver salva la vita.

Oggi il Grande Leviatano non è un mostro formato da tanti uomini quanti sono gli appartenenti alla comunità, bensì un conglomerato che, in forma di s.p.a., raggruppa i principali stakeholders operanti sul mercato globale.

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