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Libertà d’espressione e censura in UE: il caso RT France


18 Giu , 2022|
| 2022 | Visioni

Giovedì scorso 8 giugno si è svolta a Lussemburgo l’udienza presso il Tribunale dell’Unione Europea riguardante il ricorso presentato da RT France a seguito della sua chiusura da parte del Consiglio dell’Unione. RT France chiedeva l’annullamento del regolamento che ne vieta la diffusione nei Paesi membri dell’Unione Europea. Rappresentanti del Consiglio dell’UE, dell’Alto rappresentante dell’UE, di Belgio, Estonia, Francia, Lettonia, Lituania, Polonia e della Commissione europea si sono avvicendati per protestare contro il ricorso di RT France.

Vi riportiamo qui alcune delle dichiarazioni e dei momenti salienti dell’udienza che ci aiutano a capire quali siano stati gli argomenti e le prove che i rappresentanti della UE hanno apportato per chiedere l’annullamento del ricorso di RT France, quali le risposte della difesa e quale l’atteggiamento dei giudici. 

Hanno prima preso la parola i rappresentanti della UE, i quali hanno affermato tutti la stessa cosa, quasi parola per parola: «RT France è uno strumento di propaganda che sostiene la guerra in Ucraina e che non ha diritto alla libertà di espressione».

1) «Le misure restrittive sono compatibili con il diritto della UE e le basi giuridiche scelte sono state quelle giuste. L’obiettivo era proteggere l’ordine pubblico europeo dall’aggressione russa contro l’Ucraina. Le misure restrittive della UE non sono sanzioni ma misure cautelari, provvisorie. I diritti non vengono rimossi. Le misure adottate dai regolatori nazionali possono dal canto loro essere definitive» D. Calleja Crespo, rappresentante della Commissione Europea.

2) «RT France è un’arma di propaganda, finanziata dalla Russia, che manca di indipendenza giornalistica […]. La libertà di stampa richiede indipendenza editoriale, non è il caso di RT» Rappresentante dell’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

3) «RT France ha denunciato crimini di guerra da parte dell’Ucraina nel Donbas giustificando la guerra […]. Accuse infondate […]. RT France non si assume le proprie responsabilità, lungi dal presentare informazioni neutrali e obiettive». Rappresentante dell’Alto Rappresentante dell’UE per gli Esteri.

4) «Non c’è libertà di espressione per un propagandista di guerra! La libertà di espressione è fondamentale in uno Stato democratico. RT France non può beneficiare di questa protezione, non avendo né indipendenza né neutralità». Rappresentante dell’Alto Rappresentante dell’UE.

5) «La libertà di espressione non è un diritto assoluto. […] La misura restrittiva in questione non costituisce una sanzione. Mira a porre fine a una guerra e proteggere gli interessi dell’UE. RT France non è accusata di aver partecipato a questa guerra, ma di averla appoggiata. Questo media fa parte di un moderno arsenale di guerra. Questa è propaganda. RT France non può difendersi dalla violazione della sua libertà di espressione» M. Van Regemorter, rappresentante del Regno del Belgio.

6) «Questa è la prima volta che una sanzione ha un impatto sulla libertà di espressione nell’UE […] RT è finanziata da uno stato il cui leader ha lanciato una guerra contro lo stato sovrano. Le misure non prendono di mira i media ordinari ma l’organo di propaganda». R. Meyer, rappresentante del Consiglio dell’Ue.

Ha poi preso la parola l’avvocato E. Piwnica, per la difesa di RT France
7) «RT France deve tacere dice il Consiglio dell’UE, perché RT France sarebbe uno strumento di propaganda per la Federazione Russa. RT France non avrebbe il diritto di parola. Falso, non è uno strumento di propaganda. La posizione del Consiglio è illegale!»

8) «RT France è un’azienda esemplare perché non è mai stata sanzionata dal regolatore francese. Si cerca di metterla a tacere […]. Non può esserci alcun controllo politico sui contenuti editoriali, ci deve essere quello di un regolatore indipendente. RT France dà tutte le garanzie di indipendenza, è l’unica responsabile e padrona della sua linea editoriale. Ogni giorno si tengono riunioni editoriali, sono tenute da giornalisti francesi. Un’indipendenza vigilata da un comitato etico».

9) «Ciò che si cerca è la pura e semplice cancellazione di RT France! Per un semplice motivo, la guerra! Ma persino la guerra non permette al Consiglio dell’Ue di agire in questo, la legislazione non lo permette!»

È poi seguita la sessione di domande e risposte tra i giudici e le parti.

10) Il giudice U. Oberg: «La misura contro RT è simile alla censura. Credo che sia competenza delle autorità nazionali di regolamentazione guardare la TV e verificare se le convenzioni sono rispettate e non il Consiglio dell’UE!»

11) «Perché l’Arcom [l’Autorità pubblica francese di regolamentazione e controllo dell’audiovisivo e del digitale] non è intervenuta prima della UE? RT France è appaltata in Francia»

12) Risposta del rappresentante della Francia: «Non c’era nessuna guerra prima. Abbiamo assistito a un riequilibrio dei punti di vista, ma i punti di vista della propaganda sono rimasti maggioritari»

13) Il giudice S. Gervasoni, Presidente del Consiglio giudicante: «In un contesto di tale emergenza, come potrebbe il Consiglio, in così poco tempo, giudicare le presunte azioni di propaganda da parte di RT France? Ci sono prove? Se no, siamo davanti a una forma di presunzione!»

14) «In nessun momento c’è stata diffusione di propaganda. Non c’è un proposito, una dichiarazione, una dichiarazione, un tweet che possa costituire un’azione di propaganda. Se il contraddittorio fosse stato rispettato, ci saremmo potuti spiegare, il divieto non sarebbe avvenuto». Avv. E. Piwnica, difensore di RT France

«RT France aveva elementi di pluralismo che non abbiamo visto? Ok, ma questo non avrebbe cambiato la decisione. Bisognava agire con urgenza, ecco cosa è stato fatto». Rappresentante dell’Alto Rappresentante dell’UE».

L’udienza è tolta. L’insieme del dibattito ha evidenziato come la Commissione e l’UE non siano state capaci di fornire delle prove materiali audiovisive a supporto della tesi che RT France sia un organo di propaganda del Cremlino e abbiano agito scavalcando il normale funzionamento del diritto in materia, che prevedeva che fosse l’Autorità francese di regolamentazione e controllo dell’audiovisivo e del digitale a sanzionare e vietare la diffusione dell’emittente.

L’udienza è durata è più di dieci ore. La decisione dei giudici sarà resa di qui a qualche mese.

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