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Cosa dobbiamo imparare da queste elezioni europee


10 Giu , 2024| and
| 2024 | Sassi nello stagno

Ciò che queste elezioni europee ci dicono è molto diverso da quello che si legge nei giornali o si ascolta nei talk-show.

Un’intera configurazione del discorso pubblico europeo è crollata.
L’asse franco-tedesco, ridotto a sub-fornitore dell’ideologia Nato, cade a pezzi; i partiti di estrema destra vincono ma senza alcuna reale rottura sui temi della guerra e dell’austerità; cresce l’astensione; i partiti che invocano la “sovranità europea” annaspano nelle loro contraddizioni; i movimenti in Italia che hanno deviato negli ultimi anni dalla loro agenda critica vengono severamente puniti dagli elettori.

Cosa fare allora in questa impasse?
Rifugiarsi nel privato, nella sfiducia, nella rassegnazione? Oppure, aggrapparsi a queste nuove leader che vogliono farsi chiamare per nome, Ursula, Elly e Giorgia, perché sono del popolo, sebbene ci stiano portando a un conflitto armato con la più grande potenza nucleare del mondo?

No, la nostra risposta è: no!
Né l’una né l’altra: né la rassegnazione né l’omologazione, né la guerra né la resa indifferente.
Noi siamo per una battaglia non-violenta della parola e del pensiero. Noi siamo per ridare un fondamento spirituale e politico a questa Europa, partendo dall’Italia. Noi siamo per aggregare i recalcitranti, per tornare a fare un discorso di verità, per demistificare l’ideologia dominante, per annunciare che la nascita di una nuova politica è possibile, anzi sta già avvenendo.
E noi dobbiamo solo riacquisire una centratura interiore e collettiva e una forza non-violenta per sbarazzarci di questi operatori di iniquità e dominio.

Noi ci stiamo provando e ci proveremo ancora di più. L’11 luglio faremo un grande evento alla Camera che si chiama “CHI SIAMO NOI? IL DESTINO DELL’ITALIA NEI NUOVI SCENARI GLOBALI” con Lucio Caracciolo, Nello Preterossi e Fiammetta Salmoni.
Vogliamo fare nel Parlamento italiano un’operazione di verità e di razionalità, portare nelle Istituzioni una formazione politica vera, rigorosa, sulla guerra, sul vincolo esterno, sull’Ue, sul ruolo dell’Italia nel mondo, su una geopolitica della pace, sulla fine di questo sistema violento della sopraffazione. L’evento dell’11 luglio sarà una grande festa di democrazia, e un piccolo ma vero momento rivoluzionario.

Questo è il link del form a cui accreditarsi: https://docs.google.com/forms/d/1d_Yb9251Cc9FHpASFr6JtflKsMvavk0s08ovCxjUCL8/viewform?edit_requested=true


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Di: and

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