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Il destino dell’Italia nei nuovi scenari globali


12 Lug , 2024| e
| 2024 | Visioni

Nella giornata di ieri, 11 luglio 2024, a Roma, presso la Camera dei Deputati, si è svolto l’incontro intitolato CHI SIAMO NOI? Il destino dell’Italia nei nuovi scenari globali, promosso insieme da La fionda, Limes e dall’Indispensabile.

Considerato il numero dei presenti e la qualità della discussione, possiamo ritenere l’esperimento pienamente riuscito. E possiamo ritenere pienamente centrato l’obiettivo iniziale: riportare finalmente, nel tempio della sovranità popolare, i temi e le contraddizioni fondamentali del nostro tempo, colpevolmente rimossi e oscurati sotto una coltre di superficialità, conformismo, cecità e opportunismo. Il tutto provando a fornire indicazioni sulla via da seguire per uscire dalla palude politica e spirituale nella quale siamo tragicamente immersi.

Come sapete, i protagonisti della discussione di ieri erano Lucio Caracciolo, Geminello Preterossi e Fiammetta Salmoni. Facciamo un breve sunto dei loro interventi.

Lucio Caracciolo è riuscito, come sempre, a offrirci una panoramica realistica, non falsata, sulle sfide geopolitiche più urgenti. Caracciolo è uno dei pochi nel mondo giornalistico ufficiale che ha ancora un’autorevolezza, una capacità critica di giudizio, a prescindere dal merito di tutte le sue posizioni. Il realismo geopolitico forse non è la soluzione, ma è sicuramente un’ottima medicina di questi tempi, un primo passo necessario per non farsi catturare dalle favole che ci raccontano. 

Caracciolo ci dice che siamo una “provincia dell’impero americano”, che l’esercito europeo è una sciocchezza, che la nostra sovranità è schiacciata sia da vincolo militare con gli Usa che dal vincolo monetario con la Germania.

Nello Preterossi ha svolto una grande panoramica sui tempi presenti. La sua capacità di demistificare i discorsi del potere è unita a una sana passione politica, a un’indignazione, a una volontà di costruire un nuovo tessuto politico. Il suo intervento è stato assolutamente necessario. 

Il vincolo esterno ha una sua genealogia, di cui Preterossi individua un momento fondamentale nel “sacrificio umano” di Moro. Da lì, la forza propulsiva della Costituzione è andata man mano esaurendosi, fino al 1992, a Maastricht, all’Euro: indicibili religiosi che non si possono nominare nel dibattito politico.

Infine, Fiammetta Salmoni ci ha offerto un’analisi precisa, dettagliata, documentata dell’ “imperialismo a piccoli passi” dell’Unione Europea. Un’imperialismo che non è fondato su una sovranità, ma su una burocrazia di sottrazioni di competenze, quindi ancora più pericoloso, perché celato da regolamenti e direttive. Un imperialismo tecnocratico e sottile. 

Portare questi discorsi in Parlamento, senza nessun appoggio politico, è già un piccolo miracolo. E penso che valga la pena continuare con questi tipi di eventi anche il prossimo anno, se anche voi li ritenete utili. Fare una scuola politica di altissimo livello, alla Camera dei deputati, plurale e trasversale ma non per questo non radicale, potrebbe essere qualcosa di molto forte, e promettente anche per il futuro.

Per adesso, vi ringraziamo per la vostra partecipazione e la vostra vicinanza! A presto!

Di: e

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