Er zeconno comannamento
Dicon quelli che l’hanno sterminati:
<<siccome se sentimo un poco in colpa,
ridameje a sti pôri disgraziati
la tera che i romani j’hanno tolta;
sei mijoni ne avemo trucidati:
bastano a ripagà ‘na bona volta
il crimine d’avé ucciso il Zignore
ch’era venuto a portaje l’amore?
Siccome nu’ l’avevano capito,
j’âmo ‘mparato quer comannamento
d’amà ‘r prossimo tuo che t’è sgradito;
e l’âmo risanati dar tormento
co ‘n pezzetto de tera bell’ambìto,
– sia pure da chi già ce stava drento –
così da scaricacce la coscienza
davanti a Dio co’ sta beneficienza.
Pe’ ripagacce de questa bona azione
potemo intanto tené lì ‘l piedino
pe’ supervisionà la situazione.
Si quer popolo poi, poverino,
che aveva lì la sua abitazione,
vedesse sterminato ogni bambino,
je diremo co’ l’aria da fetecchio[1]:
“scusateci”; e bonanotte ar zecchio![2]>>
[1] Da fetecchia: schifezza, porcheria, cosa di poco valore.
[2] E chi s’è visto, s’è visto.
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