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Germania, dove vai?


30 Mag , 2025|
| 2025 | Visioni

Se mai ce ne fosse bisogno, questo è un riassuntino di storia moderna, anzi più contemporanea che moderna. Negli ultimi due secoli gli Europei hanno invaso due volte la Russia, uscendo parecchio malconci: nell’Ottocento, Napoleone; nel Novecento, Hitler (ma c’eravamo anche noi al seguito). I Russi non hanno fatto altrettanto, salvo che alla fine della guerra si sono spinti fino a Berlino e hanno posto fine al Terzo Reich: liberatori, non invasori. Entrambe le guerre mondiali sono state scatenate in Europa dalla Germania a mezzo di personaggi sinistri quali Guglielmo II e, soprattutto, Hitler (per il quale l’aggettivo ‘sinistro’ è improprio e non saprei nemmeno come qualificarlo se non ponendolo al vertice del male). Entrambe le guerre mondiali si sono chiuse in conseguenza dell’intervento determinante degli Stati Uniti.

 Nella Conferenza di Teheran del novembre del 1943 gli inglesi avevano tenacemente sostenuto la necessità di smembrare l’Italia addirittura in 5 cinque zone d’occupazione così ripartite: Sud Tirolo all’Austria, Friuli Venezia-Giulia, Veneto e Lombardia orientale alla Yugoslavia, Lombardia occidentale e Piemonte alla Francia, Centro Italia con la Campania agli U.S.A., Puglia, Basilicata e Calabria alla Grecia, le Isole all’Inghilterra.  Non se ne fece nulla per l’opposizione degli Stati Uniti e della Russia, cioè di potenze extra-europee. Ma alla fine della guerra, la Germania fu divisa in due Stati, sotto il controllo degli Stati vincitori; nel 1989 la riunificazione in conseguenza della fine del comunismo in Russia.

 Nel 1967 Hannah Arendt aveva avuto il coraggio di rammentare a tutti, in Verità e politica, che sostenere, come aveva fermamente sostenuto Konrad Adenauer, che i Tedeschi collusi con il nazismo costituivano «soltanto una percentuale relativamente piccola del Paese» rappresentava una menzogna, sulla quale però il Cancelliere aveva costruito la sua politica di ripristino della posizione della Germania nel mondo. Sbagliava la Arendt? Ognuna risponderà come crede. Però il recupero della Germania è avvenuto alla grande e lo sganciamento dalla tragica eredità nazista pure. Aggiungo, per quel che può valere, che oggi Alternative für Deutschland ha vinto le elezioni del 23 febbraio di quest’anno raggiungendo quasi il 21% dei voti, raddoppiando la percentuale della precedente tornata elettorale. Per chi non lo sapesse, Alternative für Deutschland è un partito di estrema destra.

 Ora sarebbe banale evocare a questo punto la massima historia magistra vitae. Penso che, consegnandoci ad essa, finiremmo con lo sbagliare. Tuttavia neanche ignorare la storia è consigliabile: nei fatti finirà certamente così perché non la si studia più, ossessionati come siamo dalla mitologia del presentismo (e da parecchi altri miti che altro non sono che fanfaluche). Ma quella storia minima che adesso ho ricordato dovrebbe indurci a una certa cautela nelle valutazioni: la coltre amorevole di mamma UE potrebbe non bastarci, anche perché non è chiaro chi questa coltre copra veramente e chi resti invece scoperto, nemmeno accorgendosene grazie alle parole mielose, e astute, di coloro che realmente comandano in UE.

 Veniamo dunque ai nostri giorni: focus ovviamente sulla Germania. Questi i fatti. Ieri l’altro il Cancelliere Merz ha annunciato al mondo di aver stretto un patto con il Presidente Zelensky: i due Paesi costruiranno in sinergia missili a lungo raggio. Con una postilla non da poco: la Germania autorizza fin d’ora l’Ucraina a servirsene per colpire il territorio russo. In più Merz ha concesso un finanziamento di cinque milioni di euro all’Ucraina. Pare che inoltre il Cancelliere tedesco abbia intenzione di spedire in Lituania un’intera brigata pronta ad intervenire nel teatro di guerra.

 A marzo di quest’anno Merz, non ancora nominato Cancelliere, ha dichiarato di voler destinare 900 miliardi di euro per armi e infrastrutture: un importo enorme, pari al doppio del bilancio federale. Ciò ha condotto ad appellarsi alla clausola di salvaguardia nazionale per il 2025-2028 e alla conseguente richiesta di sospendere il Patto di stabilità per finanziare il poderoso piano di riarmo nazionale. Altri 15 Paesi hanno fatto altrettanto.

 Molti temono la Russia e molti confidano nell’UE e nei valori europei. Ma l’UE esiste per davvero o è un’istituzione di carta? Leggiamo i Trattati e siamo rapiti dalle belle parole che vi sono scritte. Ma sono solo belle parole? Francia, Germania e Inghilterra sono davvero disposte a porsi sullo stesso piano degli altri Paesi europei? Il circuito dei cosiddetti volenterosi è animato da autentico spirito filantropico e irenico oppure occulta una (malcelata) superiorità? E la Germania ha davvero smesso ogni tendenza egemonica su tutti? Di questo non si parla perché c’è l’UE: ma l’UE è una specie di religione civile a cui dover credere a prescindere? Fa forse miracoli? Vedremo che succederà nei prossimi decenni: speriamo che almeno emerga la realtà. Finalmente.

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