La Fionda è anche su Telegram.
Clicca qui per entrare e rimanere aggiornato.
Il coraggio e la responsabilità del racconto
Oggi il valore dell’essere umano appare sempre più fragile. Il problema nasce dalla definizione stessa di cosa significhi “essere umano” e non mi riferisco a ciò che sulla carta lo descrive. Esistono infatti innumerevoli norme nazionali e internazionali che tutelano i diritti degli individui, ma che troppo spesso non resistono alla prova della realtà.
Come viene tutelata, ad esempio, l’infanzia di un minore a Gaza? Tutti i diritti formalmente riconosciuti – istruzione, alimentazione sana, gioco, cure mediche – vengono sistematicamente negati, in modi che nemmeno la fantasia più perversa di un regista di film dell’orrore saprebbe immaginare. E questo orrore non è poi così lontano. Anche i paesi di cui siamo cittadini non concedono volentieri i diritti: spesso bisogna lottare duramente perché vengano riconosciuti. La legge ci protegge dai soprusi, ma più per il timore delle sanzioni che per un reale sentimento di giustizia.
È dunque legittimo chiedersi quale valore venga realmente riconosciuto all’essere umano nella società, al di là di quanto stabilito da norme giuridiche o precetti religiosi. La risposta non rassicura: a conti fatti valiamo poco. L’essere umano non è più il centro dell’ordine sociale, non è più il fiero portatore di conquiste civili e morali, come lo è stato per secoli. Serve, sì, ma solo in quanto misurabile e traducibile in un prezzo. Valiamo quasi nulla, e quel “quasi” sembra interessare soltanto a noi.
Che questa condizione somigli a quella di uno schiavo nell’Atene o nella Roma antica è difficile stabilirlo. Tuttavia, in quelle società l’uomo rappresentava un’unità di misura imprescindibile: di lui era necessario interessarsi. Oggi, invece, viviamo in una realtà che Bauman ha descritto come liquida, mutevole, pronta a cambiare forma senza sosta e senza direzione. In questo continuo fluire la nostra condizione non acquista valore, e soprattutto restiamo incapaci di autodeterminarci.
Viviamo in un perenne desiderio mai soddisfatto, alimentato da oggetti, esperienze, mondi che ci sfuggono di mano. Questo non-possesso ci impedisce di capire, di creare legami, di costruire. Nel limbo a cui siamo destinati, non lasciamo tracce significative del nostro passaggio. Restiamo schiavi di desideri imposti da altrove, inutili anche noi stessi come individui: se conta solo il desiderio, non importa chi lo prova, ma solo che esista un “io” indistinto che lo avverta.
Questa condizione si manifesta con particolare durezza nella vita di chi invecchia: trattati come polli in batteria, privati di un passato da rivendicare, prigionieri di un presente che non tiene conto dei sogni, del lavoro, delle vite trascorse. Eppure, proprio il racconto potrebbe restituire valore a queste esistenze. Raccontare significa creare mondi e prospettive uniche: è arte, sia che si tratti di Dante nella Divina Commedia, sia che un nonno parli al nipote.
Si è appena conclusa la Mostra del Cinema di Venezia, dove il Leone d’Argento è stato assegnato al film della regista tunisina Kaouther Ben Hania, La voce di Hind Rajab, che racconta la storia della bambina palestinese uccisa mentre, intrappolata in un’auto, implorava aiuto. A Gaza ci sono decine di migliaia di storie simili, che immaginiamo ma che non incidono davvero sulle nostre vite, finché qualcuno non si assume la responsabilità – oggi anche il coraggio – di raccontarle.
La Fionda è una rivista di battaglia politico-culturale che non ha alle spalle finanziatori di alcun tipo. I pensieri espressi nelle pagine del cartaceo, sul blog online e sui nostri social sono il frutto di un dibattito interno aperto, libero e autonomo. Aprendo il sito de La Fionda non sarai mai tempestato di pubblicità e pop up invasivi, a tutto beneficio dei nostri lettori. Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi aiutarci a crescere e migliorare, sia a livello di contenuti che di iniziative, hai la possibilità di cliccare qui di seguito e offrirci un contributo. Un grazie enorme da tutta la redazione!






