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Leroux tra i fondatori del socialismo
Il socialismo designa principalmente un movimento, ideale e pratico, di opposizione al capitalismo di stampo liberista che si era sviluppato principalmente come supporto ideologico alla prima rivoluzione industriale, a partire, se vogliamo, dalla rivoluzione culturale umanistica e religiosa[1]. Il socialismo originario si proponeva di realizzare una società migliore, in cui siano superati i contrasti di classe e che si assicurino ai lavoratori, i proletari, la classe più numerosa e più povera, migliori condizioni di vita e più diritti. Sostanzialmente, fin dall’inizio, il socialismo si dipana in due anime: la minimalista e la massimalista. Alcune tendenze si limitano a proporre riforme sociali, una più equa ripartizione della ricchezza, altre, invece si spingono fino ad avanzare la lotta di classe, la rivoluzione, il superamento dello stato e una palingenesi della società civile.
Il socialismo è un fenomeno tipicamente ottocentesco e fa concorrenza al positivismo, la filosofia degli industriali. Non mancano, però, antecedenti storici, che fanno capo all’utopia di Platone, cui segue quella di Moro e Campanella, alcuni movimenti come i livellatori, l’egualitarismo di un Mably e di un Morelly, il comunismo agrario di Gracco Babeuf e di Filippo Buonarroti. Il socialismo rinasce in Francia, come l’illuminismo, sebbene venga definito utopistico, ma non a ragione, da Marx: non sarebbe, infatti meno utopistico di quello sedicente scientifico. Si diffonde rapidamente come cultura in tutto il mondo, assumendo varie sfaccettature, di cui solitamente si rimanda a quella francese: Saint-Simon, Fourier, Blanc ed altri; la tedesca: Marx, Engels, ecc.; l’inglese: Owen; la russa: Lenin, Stalin, Trotskij, ecc.; il socialismo anarchico, a partire da Proudhon a finire a Bakunin, a Kropotkin ed altri;il socialismo cristiano, ecc.
Il socialismo reca in sé tutti i germi e la carica di un profondo rinnovellamento sociale. La società abbisogna di una riforma generale. Tutti i mali della società in fondo derivano dai dislivelli delle classi che la compongono, dalle lotte tra le parti e dall’ineguaglianza, in fondo che sussiste tra gli individui, soprattutto rispetto ai privilegi ed allo status economico di fondo. Il socialismo originario si propone, dunque, come movimento internazionalista e cosmopolita, che considera l’umanità come una grande famiglia, di cui, tutti i membri assieme uniti, possano sperare all’eguaglianza, come il più grande bene. Sostanzialmente perciò il socialismo si proponeva come un movimento apocalittico-rigenerativo, o meglio, se vogliamo, millenaristico laico. Questo millenarismo laico era stato preceduto naturalmente da quello religioso: basti pensare a Dolcino, Müntzer o Hus. Lasciamo a parte Lutero che si mise dalla parte dei principi, cioè della borghesia, e fece massacrare i contadini, favorendo ante litteram il Führerprinzip: la cieca obbedienza al principe. Il millenarismo ateo di Marx, di stampo ebraico, era preceduto dai millenarismi religiosi. Gli esponenti del socialismo germanico e russo erano all’inizio prevalentemente ebraici. Possiamo definire il socialismo originario come una sorta di messianismo ateo, dedito al culto della personalità dei nuovi salvatori dell’umanità, incentrato sulla figura del rivoluzionario. Una riforma radicale tanto agognata mirava nella società non più un liquido mare magnum tipo quello baumaniano, individualistico, atomistico, ove le parti sono perennemente in lotta, tipo nella logica politica hegeliana, in cui ogni individuo si erge ad assoluto, ma un fermo continente, un organico grande animale, ove tutti sono a servizio di tutti e non c’è bisogno più di un potere costituito che mantenga l’ordine con la violenza e l’autorità.
Pierre Henri Leroux (Parigi 1797-1871)è stato un grande intellettuale, repubblicano, anti-bonapartista, fecondo scrittore. Egli ha adusato per la prima volta il termine socialismo in senso politico. Subì l’esilio insieme a tanti oppositori al regime imperialistico di Napoleone III, come Hugo.
Tutti i socialismi (saintsimoniani, falansteriani, icariani, proudhoniani, anarchici, comunisti propriamente detti) concordano in ciò: rinnovamento radicale, o graduale della società, non differente in questo dai positivisti (la filosofia degli industriali). Era una delle tante narrazioni metafisiche, come la definirebbe la filosofia del postmoderno: anche essa però considerabile una narrazione anti-metafisica, ma che ha tanto di metafisica.
Il socialismo segue la stessa evoluzione che porta dal panteismo all’ateismo, da Hegel a Marx. Saint-Simon formulava il panteismo in questi termini: Dio è tutto ciò che esiste: tutto è di lui, tutto è per lui, tutto è lui. Il Deus sive Natura facilmente si trasforma in Natura sive Deus. La proprietà commutativa vale per tutte le proposizioni equazionali, in cui i termini linguistici esprimono una coincidenza [è=(=)].
Leroux fu trai sostenitori del nuovo dogma del progresso continuo, o nuovo umanesimo, condiviso da tutte le filosofie ottimistiche del tempo (idealismo, positivismo, socialismo). E fu sostenitore soprattutto di questo socialismo mistico, che poi passò in secondo piano nell’evolversi degli eventi e delle ideologie.
Leroux sosteneva questo panteismo saint-simoniano[2]: tutto ciò che esiste partecipa dell’essere divino, la cui vita risiede in tutti gli esseri, perché tutti gli esseri partecipano dell’essenza divina. Se l’andiamo affinando, infatti, alla base del comunismo primitivo, esaltato anche da Marx, c’è proprio il panteismo. Nelle società antiche il Tempio possedeva e condivideva con tutti i fedeli, che servivano i sacerdoti. Nella fase arcaica, che cita anche Comte negli stadi, i governi erano teocratici. Da teocratici diventano monocratici, da monocratici plutocratici. Da sacerdotali i poteri diventano umani, sempre in base al principio vichiano, ripreso da Hegel e da Comte, che passa dall’età divina a quella umana. Dal culto divino si passa al culto della personalità, al personalismo. Il socialismo originario è religioso, così come viene mantenuto nelle società cristiane primitive e nelle comunità monastiche successive. Se non si capisce questo passaggio dal socialismo panteistico a quello ateistico, o umanistico, non si capisce la vera natura del socialismo.
La creazione – come in Spinoza – è manifestazione dell’Essere divino, pertanto necessaria ed eterna. La vita dell’universo coincide con la vita di Dio. Gli esseri finiti e creaturali sono frammenti che scaturiscono da una base eterna. Dio è presente nel regno minerale, in quello vegetale, in quello animale e soprattutto in quello umano, considerato un gran tutto. L’umanità è un gran tutto di cui i singoli individui non sono altro che manifestazioni particolari. Questo è l’io sociale che precede l’io individuale, già in Hegel e poi in Marx e compagnia bella. Comte parla di “Religione dell’Umanità”. La religione non viene negata, non viene superata. Nel mondo ebraico, da saecula saeculorum condannato alla diaspora, allo status apolide, alla precarietà della proprietà privata, le idee socialiste trovarono subito il loro terreno più fertile. Così si spiegano i kibbutz.
I fenomeni individuali sono trasformazioni, cambiamenti delle anime eterne, di cui i corpi sono solo stadi transitori verso sempre più perfette forme cosmiche. L’unico criterio della verità diviene la testimonianza dell’umanità. Queste idee erano già condivise nella massoneria. Il deismo in fondo era più vicino al panteismo che al teismo, che tende a dividere Dio dall’uomo. Hegel stesso torna alla continuitas Deus-Homo. Non c’è discontinuità tra sostanza divina e sostanza umana, o materiale che sia. La verità infatti deve divenire più immutabile della tradizione stessa. Le tradizioni erano legate alle religioni tradizionali. Ma qui si proponeva una nuova religione dell’umanità. L’adorazione dell’Io sociale è il fondamento della nuova religione, che partiva già dall’adorazione della Volontà generale, dea buona (rousseuiana-kantiana) o cattiva (schopenhahueriana-nietzschiana) che fosse.
Leroux in fondo proponeva un socialismo mistico che poi è stato superato dal materialismo: adorazione della materia, cioè la grande Mater. Omnia educuntur e sinu materiae: credevano già gli Scolastici.
Il socialismo è nato come una religione alternativa a quella tradizionale, laica ed umanistica, fondata su nuovi culti delle personalità travolgenti. Così dobbiamo leggere i fenomeni totalitari di massa: nuove religioni laiche. I fascismi altro non sono che socialismi deviati, ma sempre socialismi sono!
Cosa è che non è funzionato in queste rivoluzioni socialiste che hanno portato poi tutte a governi totalitari forti?
Innanzitutto al concetto di rivoluzione dobbiamo sostituire quello di “convoluzione” e di “pervoluzione”. Dobbiamo sostenere una sorta di evoluzionismo spirituale e culturale che coinvolga, nei suoi vari stadi, tutti. Questo significa convoluzione: una rivoluzione che parta dal basso e non dall’alto, dalla maggioranza e non da minoranze che impongono la loro visione, che fossero esse fasciste, o naziste, o staliniste. Bisogna ripartire dal consiliarismo tipo quello luxembourghista e non dal socialismo di stato, o di partito. I cambiamenti debbono essere condivisi: allora il socialismo funziona e come! Socialismo non è un foglio di pagella bocciata da segni di storico fallimento, ma sogno che segue i raggi di un sole nascente, come era gli esordi. È stato fatto passare storicamente per questo. Solo così si giunge alla pervoluzione, cioè al cambiamento radicale della società. Finché la società avrà bisogno di uno stato, di un re, di un duce, di un regime, finanche il più democratico che fosse, non avremo mai raggiunto la società socialista. Finché una fabbrica non si muoverà a produrre senza un capo, un comandante, non avremo mai una società vera, cioè organica, realmente sociale, o socialistica. Ognuno deve essere il capo di sé e rispettare gli altri, ognuno il proprio duce. Per comodità gli uomini scelgono un capo, per scaricarsi da tutte le responsabilità. Non solo sapere aude, ma vivere aude. Dobbiamo sempre cercare un qualcuno che determini in tutto e per tutto la nostra esistenza? Non ne siamo capaci. Finché i rapporti sociali saranno dominati dallo spirito di competizione, di lotta, di diffidenza reciproca, di egoismo e non di solidarietà, di amore reciproco, di costruzione, avremo sempre e sempre bisogno dei capi, anche democratici, dei duci, anche democratici, per essere guidati.
Diverse sono le opere di Leroux, molto interessanti: ha diretto varie riviste, tra cui la Revue Encyclopédique, la Revue Indépendante. Monumentale è la sua Encyclopédie Nouvelle. Dictionnaire philosophique, scientifique, littéraire et industriel. Un grandioso tentativo di conciliazione tra l’illuminismo ed il socialismo nascente allora nella Francia. Soprattutto la lezione di Leroux è stata il socialismo mistico, dimenticato, anzi offuscato dall’ateismo e dal materialismo. L’elemento spirituale non va escluso dal processo di cambiamento sociale. L’uomo ha una dimensione spirituale, fosse anche atea.
Il socialismo è legato strettamente al panteismo religioso. In questo senso possiamo riconsiderare anche il cristianesimo primitivo come una forma di socialismo autentico. È legato in particolare all’ebraismo primitivo, in quanto il popolo ebraico era un popolo-servo liberato e poi è stato per secoli un popolo senza patria, quindi senza un territorio ben preciso, legato per lo più ad una forma di ricchezza mobile che immobile. La proprietà privata si rafforza con il sorgimento dell’agricoltura, cioè con l’età neolitica. I popoli cacciatori, raccoglitori non avevano un riferimento territoriale ben preciso. I popoli pastori, in effetti, condividevano in principio il bene, erano nomadi e transumanti, come lo sono tuttora. Il messianismo socialista della figura del rivoluzionario salvatore si ricollega a quella di Mosè, pastore e guida del popolo nel deserto, verso la terra promessa. La nuova terra promessa è la società comunista. Il marxismo è intriso di ebraismo quanto più non possa credersi. Il marxismo è stata una fede: le purghe staliniane non hanno nulla da invidiare ai processi della santa Inquisizione. Le vittime, per distorsione o per fede, venivano indotte ad accettare le condanne. Il marxismo è una fede laica, i cui oppositori sono bruciati nel roghi dei gulag, come fedi laiche sono i fascismi e i nazismi, coi loro lager. Gli stati territoriali, le città, gli imperi, vengono dopo. Le città sorgono con l’avvento del regime agricolo. Ma prima c’è il regime pastorale.
Leroux, come tutti gli altri rivoluzionari, nel Quarantotto europeo mirano il germe di un profondo rivolgimento sociale. Tutti i rivoluzionari partecipano, di qualunque fattispecie: liberali, democratici, patriottici, nazionalisti, socialisti. C’è un grande rivolgimento totale, tant’è che ancor oggi risuona l’eco: è successo un quarantotto! Il popolo tanto agognato scende per le strade. Anche Marx fa uscire in quell’annus novus il Manifesto. Ma la rivoluzione si trasforma in involuzione: lo spettro rosso incute timore. Il Quarantotto getta così le basi dell’imperialismo, padre del totalitarismo. Per le stesse ragioni dopo la Grande Guerra sorgeranno i regimi totalitari.
L’imperialismo di qualunque tipo: francese (Napoleone III), germanico (bismarckiano e guglielmino), inglese, russo, americano, ecc. deriva dal Quarantotto. La Comune parigina è un esempio di società socialista che viene subito fatta fuori: il socialismo non conviene ai poteri forti! Perciò viene trasfigurato in fascismo, o nazismo, o semplicemente in mono-partitocrazia: l’aborto della società socialista stessa.
Leroux ha pagato di persona la sua adesione alle idee repubblicane e socialiste: dopo il colpo di stato di Luigi Napoleone va in esilio a Londra e poi nell’isola di Jersey, dove incontra altri esuli, come Hugo. Dopo l’amnistia del 1859, torna in Francia nel 1860. Scriverà, poi, il poema autobiografico la Grève de Samarez, mentre la nebbia della damnatio memoriae imposta, corrode il suo emblema.
Riportiamo una sua celebre frase, che sintetizza pienamente il suo pensiero: Vous voulez vous aimer: aimez vous donc dans les autres, car votre vie est dans les autres et sans les autres votre vie est rien.
Dovremmo apprezzare di più quel socialismo mistico che poi è passato in secondo ordine. La società, in fondo cosa è? Unione mistica tra anime e corpi. Grazie a questa unione si propaga l’umanità. La società può organizzarsi da sola, può vivere di luce propria come quel sole nascente, può produrre semi come una spiga dorata. L’umanità raggiungerà, prima o poi questo stato di maturità, per cui la società si autogestisce senza bisogno dello stato, né di alcun potere, né economico, né politico, che la controlli e la guidi. Anzi la società ha il supremo diritto di ribellarsi sempre ad ogni forma di regime, totalitario, monarchico, anche democratico – purtroppo! – che tenti di opprimere l’uomo. La società è una grande famiglia. Perché è stata fatta fuori la famiglia? Perché dava fastidio. Amiamoci negli altri! Questo è il profondo messaggio che questo filosofo ci ha lasciato.
Vincenzo Capodiferro
[1]Cfr. a proposito il poderoso studio di M. Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo (1905), in cui si identifica la nascita del capitalismo con lo spirito religioso calvinista, anche contro la corrente interpretazione marxiana, che fa derivare sempre la soprastruttura dalla struttura economica.
[2]Leroux all’inizio aderisce al Saint-simonismo e all’idea di progresso, anche se non accetta di Saint-Simon l’impianto dicotomico, ma crede in un progresso continuo. Secondo Saint-Simon, infatti, nel progresso storico si alternano periodi organici e periodi critici: dopo l’opera critica e demolitrice dell’Illuminismo e la Rivoluzione, che avevano diroccato i resti dell’ultimo periodo organico, il Medioevo, occorreva che le energie umane venissero raccolte nell’impresa di fondare un nuovo periodo costruttivo ed organico, alimentato dalla scienza e dallo spirito socialistico.
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