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Caldo Polare. Dove il ghiaccio si scioglie e anche la guerra si scongela


7 Dic , 2025|
| 2025 | Recensioni | Terza Pagina

Recensione del libro “2050 la guerra dei ghiacci”.

Per secoli l’umanità non ha avuto più l’opportunità di trovarsi davanti a nuove terre da esplorare e, inevitabilmente, da contendere. Eppure, è ciò che sta accadendo oggi nell’Artico con lo scioglimento sempre più rapido dei ghiacci che sta aprendo frontiere che si credevano assai remote, se non addirittura impossibili. Nuovi lembi di territorio, corridoi marittimi, risorse energetiche e minerali strategici riaffiorano dal bianco che si ritira, trasformando il grande Nord in un terreno di opportunità, ma anche di possibili e pericolose tensioni.

Il volume “2050 la guerra dei ghiacci” è firmato dall’esperta di relazioni internazionali Cecilia Sandroni e dall’ex ufficiale della Marina Militare italiana Giovanni Tonini e pubblicato dalla piattaforma ItaliensPR, dedicata alla comunicazione transculturale. Si tratta di un’opera estremamente estesa, che conta 19 capitoli, 394 pagine e ben 1501 note, segno di una ricerca minuziosa e accurata, nella quale nulla vuole essere lasciato al caso e tutto spiegato, compreso un variegato ventaglio di possibili scenari futuri riguardanti le varie aree tematiche prese in considerazione. La vastità delle informazioni è comunque egregiamente compensata da un taglio chiaro e comprensibile capace di orientare anche il lettore non specialista attraverso un territorio tematico complesso e ancora poco esplorato dal grande pubblico.

Lo studio dell’Artico diventa sempre più strategico in questo periodo storico, da qui la necessità dell’analisi di Sandroni e Tonini che affrontano gli aspetti chiave dell’area.

Non manca certo la capacità di spiegare le motivazioni scientifiche che stanno portando allo scioglimento dei ghiacci, tra le quali occupa un ruolo centrale la cosiddetta “atlantificazione”, ovvero l’infiltrazione delle acque atlantiche verso quelle artiche. Un processo che porta con sé un’ironia tragica perché anche qui, come più volte nella storia della regione, si affaccia una forma di colonizzazione, stavolta non umana, ma oceanica.

A proposito di colonizzazione, il testo contestualizza egregiamente questa dinamica in una storia di soprusi e discriminazioni ai danni delle popolazioni indigene.

Fa, per esempio, una certa impressione apprendere che nel 1922 venne fondato a Uppsala, in Svezia, l’Istituto di Biologia Razziale, dove si legittimavano con argomentazioni pseudo-scientifiche le discriminazioni contro il popolo artico dei Sàmi. Una ferita aperta, nella stessa Uppsala che, secoli prima, era uno dei luoghi più sacri dedicati agli dei norreni, dove sorgeva uno dei templi più famosi delle saghe nordiche.

Le stime sempre più ravvicinate riguardo allo scioglimento dei ghiacci rendono di drammatica attualità le analisi di Sandroni e Tonini. La competizione tra le grandi potenze, ovvero Stati Uniti, Russia e persino la Cina – che pur non affacciandosi sull’Artico vi concentra ambizioni e investimenti strategici – è esplorata in profondità, restituendo al lettore un quadro in cui ogni mossa può rivelarsi decisiva. Se questo confronto rimarrà sul piano diplomatico o se, al contrario, dal “freddo” si passerà a una vera e propria guerra calda per il controllo del Nord, sarà soltanto l’evoluzione delle relazioni internazionali a dircelo. Ed è proprio per questo che parlare oggi di Artico non significa discutere di un futuro lontano, ma tentare di leggere, con lucidità, un presente che sta cambiando sotto i nostri occhi.

Anche l’Italia gioca una sua partita nel grande Nord. Non è un caso che il 29 ottobre scorso si sia tenuta la Prima Conferenza Nazionale sull’Artico, che ha riunito politici, studiosi, scienziati, dirigenti d’azienda, militari e giornalisti. Chi ha avuto l’opportunità di seguirla ritroverà diverse tematiche, dati e scenari trattati anche in questo volume, a sottolineare l’importanza strategica che la regione del Polo Nord ha per il nostro Paese. L’Italia è infatti membro osservatore del Consiglio Artico dal maggio 2013 e guarda con crescente attenzione gli sviluppi nella regione, sia per la percorribilità di nuove rotte commerciali – che potrebbero eventualmente togliere centralità al bacino Mediterraneo – sia per la ricerca scientifica e la cooperazione internazionale.

2050 la guerra dei ghiacci” è un’opera letteralmente enciclopedica, un compendio vastissimo e accurato, capace di racchiudere in un solo volume tutto ciò che oggi serve per comprendere l’Artico. Il merito degli autori non è solo l’indagine approfondita e la trasposizione in un unico volume di una enorme quantità di dati e documentazione, ma è anche quello di fare un’analisi approfondita che non tralascia nulla e ha la capacità di integrare la dimensione umana, culturale e antropologica, che troppo spesso viene lasciata ai margini. È un’attenzione rara, e non sorprende che la prefazione sia affidata all’antropologo Federico Prizzi, a suggellare la vocazione multidisciplinare dell’opera.

Gli autori garantiscono che il volume, disponibile sia in ebook che cartaceo, verrà costantemente aggiornato. Un impegno che rispecchia la natura stessa dell’Artico: un territorio in rapido mutamento, che richiede osservatori capaci di seguirne l’evoluzione senza rimanere indietro.

In un’epoca in cui il futuro del pianeta passa anche da qui, un libro così non è soltanto utile, ma tremendamente necessario.

Di:

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