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Si va in scena al Dall’Ara
Nel cuore dell’Emilia ha preso forma una gemma preziosa, forgiata in anni e anni di stagioni difficili, fatte di alti e bassi. Il Bologna Football Club vanta una storia gloriosa e vincente, certificata da sette scudetti conquistati, ma anche pagine tristi e complesse.
Il punto più basso viene toccato circa trent’anni fa: nel 1993 il Bologna crolla dal punto di vista sportivo, retrocedendo addirittura in Serie C1, mentre sul piano economico si apre un vero e proprio baratro che porta la dirigenza felsinea a dichiarare il fallimento. La società viene immediatamente rilevata da Giuseppe Gazzoni Frascara, figura chiave della rinascita rossoblù.
Imprenditore nato a Torino nel 1935, attivo nel settore alimentare con l’azienda di famiglia, Gazzoni Frascara lega il proprio nome al successo dell’Idrolitina, prodotto destinato a rendere effervescenti le bevande. Proprio quel marchio compare sulle maglie del Bologna, sancendo un legame sempre più stretto tra la squadra e il suo presidente, che decide di salvare e rilanciare il club.
Come l’Idrolitina per le bevande, la nuova proprietà porta frizzantezza in tutto l’ambiente: i risultati migliorano rapidamente e, in poche stagioni, il Bologna passa dalla Serie C alla massima serie, fino a riaffacciarsi alle competizioni europee. Dalle vette, però, si torna nuovamente in basso: la stagione 2004-05 segna la retrocessione in Serie B e la fine dell’era Gazzoni Frascara.
Seguono anni di luci e ombre, ancora una volta segnati da difficoltà economiche e sportive. La retrocessione del 2013-14 coincide però con un nuovo spiraglio di luce: alla presidenza arriva il canadese Joey Saputo, già attivo nel mondo del calcio come proprietario del Montréal Impact.
Dopo una fase iniziale non priva di tensioni interne, Saputo assume stabilmente la guida del club e avvia un progetto di rinnovamento profondo, sia a livello societario sia strutturale, con l’ampliamento del centro di allenamento e la presentazione di un piano di riprogettazione dello stadio. È lui l’uomo della rinascita e della nuova grandezza del Bologna.
Nel 2022-23 le luci della ribalta sono tutte per il Napoli di Spalletti, che conquista uno storico scudetto. Il Bologna chiude invece al nono posto, a soli due punti dalla zona Conference League occupata dalla Fiorentina. Un netto miglioramento rispetto al tredicesimo posto dell’anno precedente. La stagione è però segnata anche dal dolore per la scomparsa di Siniša Mihajlović, colpito da una grave forma di leucemia.
La panchina viene affidata a Thiago Motta, reduce da un’esperienza altalenante allo Spezia. Le perplessità non mancano, ma l’allenatore italo-brasiliano si rivelerà il timoniere perfetto di una nave in rapida crescita.
Il vero capolavoro arriva nel 2023-24, dieci anni dopo l’ultima retrocessione: il Bologna sorprende tutti, chiude al quinto posto e si qualifica per la prima volta alla Champions League, grazie anche al ranking europeo favorevole della Serie A. Lo fa incantando addetti ai lavori e tifosi con prestazioni di altissimo livello: batte Roma, Lazio e Atalanta sia all’andata che al ritorno, resta imbattuto contro la Juventus e chiude con la terza miglior difesa del campionato. A un certo punto infila sette risultati utili consecutivi, sei dei quali vittorie, prima di una leggera flessione che non cancella il successo di prestigio contro il Napoli campione in carica.
La rosa è equilibrata e completa: tra i pali l’esperienza di Skorupski; in difesa Posch, Lucumí e Beukema, tutti valorizzati dal lavoro di Motta; sulle fasce l’esplosione di Riccardo Calafiori e la leadership silenziosa di Lorenzo De Silvestri. A centrocampo brillano Schouten e Ferguson, mentre Alexis Saelemaekers, arrivato in prestito dal Milan, si rivela un jolly prezioso. Davanti, la consacrazione di Joshua Zirkzee, che sprigiona finalmente tutto il suo talento.
Replicare un’annata così straordinaria sembra impossibile, anche perché Thiago Motta viene ingaggiato dalla Juventus. La panchina passa a Vincenzo Italiano, reduce da ottime stagioni tra Spezia e Fiorentina. In campionato i numeri calano, ma il Bologna vince la sua prima storica partita in Champions League e, soprattutto, conquista la terza Coppa Italia della propria storia, che vale la qualificazione all’Europa League. Un’altra prima volta per i Felsinei.
Con questi presupposti, a Bologna si può ben sperare. E questa volta, i motivi per farlo non mancano davvero.
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