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La vendetta delle streghe innocenti, a proposito di Via delle Streghe di Marilù Oliva
Via delle streghe (Solferino) è un romanzo di Marilù Oliva che giunge dopo un accurato studio in fatto di magia, stregoneria, cerimonie antiche, wicca, e di goethia, nella loro insindacabile diversità, unite agli studi di genere. La vicenda allettante vede unite nella Congrega vendicatrice di femminicidi Serena, Magalie, Zulmira e Iside, in una Bologna a tratti contemporanea, a tratti bellissima quanto un paesaggio ancora impregnato di Medioevo e Rinascimento. La storia è ambientata ai giorni nostri, le sovracitate eroine maudit hanno tutte un grande trauma alle spalle che le ha rese diverse. Serena ha perduto una sorella, brutalmente uccisa per gelosia; Magalie è stata adottata e maltrattata dalla madre adottiva, bullizzata, e considerata incapace rispetto alla prediletta sorellina non adottiva Angelica; Zulmira è una maga di professione, non ha nulla da perdere poiché ammalata di cancro, l’unica magia che non le riesce è quella di farsi rispettare da un figlio bullo, arrivista, e classista, che ha il pallino della carriera politica; Iside è un personaggio in cui mi sono immedesimata e in parte identificata, versando anche delle lacrime, difatti, si tratta di una ragazza bellissima che ha deciso di porre fine alla propria esistenza in seguito a una delusione amorosa, ma nel corso della storia si comprende quanto non sia soltanto questa la ragione di una decisione a tal punto drastica, quanto la definitiva perdita della fiducia nel genere umano, perciò si è lanciata da una finestra restando viva e disabile (per giunta è transgender, e subisce una duplice forma di stigmatizzazione); ha una passione per l’Egitto, legge i tarocchi, rimpiange il suo corpo e la sua agilità da ginnasta, sua professione prima della disabilità.
Tali donne maudit non per volontà propria ma per la crudele precisione del destino, si riuniscono in via delle Streghe e decidono per prima cosa di vendicare la sorella di Serena, mediante un intrico di magia nera, erbe velenose, tute scure, arti marziali e armi come la Kawasaki Ninja, con accortezza nel non lasciare impronte digitali, né prove di alcun tipo. Diventano perciò la Congrega, e il loro obiettivo sarebbe di mettersi al servizio delle donne, delle persone fragili, di tutti coloro i quali siano da vendicare poiché non esiste giustizia effettiva e imparziale che non sia autonoma e anarchica. Nella loro anarchia però le regole esistono e sono precise, così come nella scrittura di Marilù Oliva vi sono delle regole ben salde. Oliva è una grande narratrice, una raffinata prosatrice, ma anche una fine conoscitrice del genere, perciò il romanzo, nonostante sia scritto con rara proprietà di linguaggio e neanche tanto velati riferimenti culturali alti, si beve: vogliamo sapere di volta in volta cosa accadrà nel capitolo successivo, ci immedesimiamo in queste donne, si fanno voler bene, e palpitiamo tifando per la riuscita dell’impresa, nonostante una di loro sia fidanzata con il poliziotto che sta svolgendo le indagini sugli omicidi dei femminicidi. Mi sovviene un romanzo di parecchio tempo fa della stessa autrice, che amai e apprezzai per ragioni simili, Malasuerte (Elliot). Leggendo Marilù negli anni ho notato l’evoluzione del suo stile, che nasceva già compiuto e privo di fronzoli, ho apprezzato molto tutta la serie di romanzi mitologici, quindi Odissea, Bibbia, Eneide dal punto di vista delle protagoniste femminili, e apprezzo particolarmente il momento in cui un autore riesca a trovare una sintesi nella sua ricerca; credo che con Via delle Streghe Oliva sia riuscita nell’intento di tenere insieme la tecnica del noir, la raffinatezza stilistica, l’accurata ricerca in fatto di magia e mitologia, la filologia classica, e infine gli studi di genere, Carla Lonzi, il femminismo di prima e d’ultima generazione. Si può dire a gran voce che le streghe siano tornate!
La seconda vittima è stata sgozzata, come la prima. Anche lui un femminicida, uomo accusato di aver ucciso la sua donna, tra l’altro incinta di sette mesi. Stesso modus operandi. Stessa dinamica impeccabile, che non lascia praticamente tracce. Chi sta seminando il terrore tra gli uomini che hanno annientato le loro donne?
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