La Fionda è anche su Telegram.
Clicca qui per entrare e rimanere aggiornato.
Occidente, un movimento di vermi
Profezie, letture. Hegel, Manlio Sgalambro, Franco Battiato. «C’è molto movimento, ma è un movimento di vermi». Quando la metafora impallidisce di fronte alla realtà. Ma sono solo canzonette…, non mettetemi alle strette.
C’era una volta una formazione globale chiamata Occidente. Al posto di quella formazione, che i benpensanti dell’epoca chiamavano Civiltà, c’è oggi un’espressione geopolitica senza nome. Di quella espressione geopolitica è parte un’espressione geografica chiamata, non si sa più bene perché, Europa. Questa espressione geografica si lascia ormai riconoscere solo in virtù di antiche e nuove città che, in modo apparentemente erratico, ripetutamente franano. A capo di esse – ove un tempo c’erano Partiti, Parlamenti, Governi – comandano degli uffici, diversamente denominati, della protezione civile. Gli abitanti di queste città hanno da tempo smesso di parlare tra loro: si affidano per “comunicare” a dei monosillabi. Un giorno un vecchio signore, stancatosi dei monosillabi, si mise a scrivere per sé stesso. Il suo nome e cognome, essendo andati nel frattempo distrutti gli uffici dell’anagrafe, è ignoto. Avendo l’uomo occidentale definitivamente perduto la capacità di metamorfosi, nessuno sentiva più il bisogno di uffici dell’anagrafe. Il mondo occidentale era ormai diventato quel mondo scrutato da un (anch’esso) dimenticato filosofo, scrittore, poeta, paroliere, sceneggiatore e autore siciliano, nato a Lentini e vissuto a Catania. La cui opera forse più nota – La morte del Sole – inizia con una delle più profetiche citazioni di Hegel: «C’è molto movimento, ma è un movimento di vermi». Profezia che condivideva con l’amico Franco Battiato con cui aveva dal 1994 iniziato a scrivere testi e a collaborare anche sul palco. Quel “Cammino interminabile” (e indimenticabile) che, oggi più di ieri, non ha bisogno nella sua centrale strofa di traduzione alcuna: «Ca di lì vermi sugnu già mangiatu tuttu».
La Fionda è una rivista di battaglia politico-culturale che non ha alle spalle finanziatori di alcun tipo. I pensieri espressi nelle pagine del cartaceo, sul blog online e sui nostri social sono il frutto di un dibattito interno aperto, libero e autonomo. Aprendo il sito de La Fionda non sarai mai tempestato di pubblicità e pop up invasivi, a tutto beneficio dei nostri lettori. Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi aiutarci a crescere e migliorare, sia a livello di contenuti che di iniziative, hai la possibilità di cliccare qui di seguito e offrirci un contributo. Un grazie enorme da tutta la redazione!






