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Contro il sistema della guerra, dalla parte del lavoro


1 Mag , 2026|
| 2026 | Sassi nello stagno

Mentre si festeggia un Primo Maggio sempre più svuotato di diritti, molti lavoratori lavorano e… muoiono! È ormai un’evidenza empirica che il lavoro uccide più della criminalità.

Il liberal-capitalismo senile, ormai privo di egemonia, ha rimesso in circolo da tempo la sua forza bruta di dominio: sul piano interno con l’emergenza permanente e la disattivazione tecnocratica della sovranità democratica; su quello internazionale, con la guerra totale a pezzi, in fase avanzata di ricomposizione.

Il soggetto alternativo non può che essere chi vive e muore, in condizioni sempre più estreme, di lavoro, o chi tenta di farlo, magari senza riuscirci.

L’imperativo categorico, gramscianamente, resta quello di pensare criticamente la fase storica, mobilitarsi per ciò che è possibile nelle condizioni date, ma soprattutto organizzarsi, darsi una forma. Contro il sistema delle guerra, della polverizzazione sociale e della chiusura degli spazi di democrazia.

Mai così attuale — e proprio per questo urgente — l’esortazione di chi, ieri come oggi, invoca e pretende: pace, lavoro e sovranità democratica!

Di:

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