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Controllo al VAR: è tutto vero?
Dopo che Pandora aprì il vaso, ne uscirono di tutti i colori. Venne fuori però anche una piccola farfalla luminosa, che era la speranza, “l’ultima a morire”, come recita il famoso detto. Non si parla però di miti greci (purtroppo): la speranza è che non sia tutto vero ciò che sta succedendo. Si parla infatti di gravi indiscrezioni e indagini portate avanti dalla procura di Milano nei confronti del selezionatore degli arbitri Gianluca Rocchi, accusato di frode sportiva. Egli si è dimesso poco dopo dal suo ruolo, autosospendendosi per la precisione, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia il 25 aprile 2026.
All’ex designatore degli arbitri vengono imputati diversi reati: è accusato di aver influenzato la selezione di determinati direttori di gara “sgraditi”, ad esempio all’Inter, sia per quanto riguarda l’eventuale finale di Coppa Italia 2025, sia per un incontro chiave nella corsa allo Scudetto dello scorso anno, la partita tra Bologna e Inter. Inoltre, gli viene imputato anche di essere intervenuto durante alcuni incontri di Serie A, con gesti preventivati nell’assegnazione oppure no di rigori o in altre decisioni di gara. Infine, sembra abbia tenuto diversi contatti con i dirigenti sportivi di circa una trentina di squadre di Serie A e non.
È un terremoto terribile per il mondo calcistico italiano, già in grandissima difficoltà sia per quanto riguarda le continue polemiche verso gli arbitri, che collezionano errori e decisioni sbagliate, sia per il risultato di rendere incomprensibile e quasi “da Azzeccagarbugli” il regolamento dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri). Negli scorsi mesi si richiedeva sempre più insistentemente un rinnovamento ai vertici della FIGC, ancora di più dopo la terza vergognosa eliminazione dal Mondiale del 2026, che si terrà negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Salta la poltrona del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, ma un mese dopo esplode quest’altro polverone legato invece ai giudici di gara, con la conseguente autosospensione sopra citata di Gianluca Rocchi.
La questione è gravissima perché non solo ci sono registrazioni nella sala VAR di Lissone che mostrerebbero la manipolazione delle decisioni degli assistenti VAR, ma diversi arbitri interrogati dalla procura di Milano avrebbero confermato l’esistenza del cosiddetto “Sistema Rocchi”, legato alla selezione dei direttori di gara che dovevano essere assegnati nelle partite di campionato.
Peggiora la situazione anche alla luce degli ultimi sviluppi portati avanti dal pm Maurizio Ascione, che non solo evidenzierebbero, tramite un’intercettazione telefonica, l’assegnazione pilotata dell’arbitro “gradito” all’Inter, ma farebbero emergere anche il nome “Giorgio”, pronunciato nella conversazione tra Rocchi e Andrea Gervasoni (supervisore del VAR). Ciò genera l’ipotesi che dietro questo nome possa esserci l’addetto alla gestione dei rapporti tra club e arbitri dell’Inter, Giorgio Schenone.
Al peggio non sembra esserci fine, perché a vent’anni dallo scandalo clamoroso di “Calciopoli” ne è sorto un altro, soprannominato “Arbitropoli”, che getta tante ombre su un sistema calcistico da qualche anno allo sbando e che deve rialzarsi il più velocemente possibile. Crescono sempre di più altri sport, come il tennis, la pallavolo, lo sci e altre discipline in cui l’Italia si sta distinguendo in modo meraviglioso rispetto alle altre nazioni, mentre il calcio — che assieme al ciclismo, anch’esso in difficoltà, dovrebbe essere lo sport principe in Italia — perde seguito, credibilità internazionale e crolla nei risultati sportivi e finanziari.
Il rischio enorme è un commissariamento dell’AIA e quindi una revisione dei piazzamenti europei e della classifica di campionato delle squadre italiane più o meno coinvolte nello scandalo, con penalizzazioni ed esclusioni che spingerebbero sul baratro una FIGC già in evidenti difficoltà.
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