Andrea Piccoli


Mi chiamo Andrea Piccoli, ho 26 anni e sono un laureando in psicologia del cambiamento sociale e del benessere delle comunità di Padova. Durante il mio primo anno al corso triennale di psicologia ho avuto il profondo desiderio di poter sperimentare e vedere in concreto ciò che stavo studiando. Per questo motivo ho iniziato a partecipare a varie associazioni del territorio fino ad aprire una cooperativa con gli amici. Lavorando a stretto contatto con Comuni e Regioni, ho capito quanto la realtà economica sia fondamentale per analizzare, risolvere criticità e proporre soluzioni a livello comunitario. Credo che la psicologia si concentri soprattutto sull'implementazione di competenze che consentano alle persone di adattarsi maggiormente a un sistema, a un contesto reificato e quindi percepito come immutabile. Credo che sia sempre più necessario interrogarsi sugli effetti che un determinato sistema ha sull'individuo e per questo mi sono sempre più interessato all'economia. Ho frequentato un corso di economia e finanza (FEF Accademy), tra i cui fondatori spicca l'investitore finanziario ed economista Warren Mosler, ho letto diversi libri di economia ("il mito of the deficit" di Stephanie Kelton), altri che hanno riguardato anche la storia dell'economia ("Moneta e banche attraverso i secoli" di De Simone Ennio) o modelli alternativi (Gli strumenti di finanza islamica a sostegno del sistema Italia di Federica Miglietta , Pietro Paolo Rampino) e la storia della moneta (Denaro e banche nei secoli di Ennio De Simone). Successivamente ho approfondito letture di natura sociologica ("La realtà come costruzione sociale" di Peter L. Berger e Thomas Luckmann) e antropologica ("Debito, i primi 5000 anni" di David Greaber e "Verso un'ecologia della mente" di Gregory Beateson, “L'enigma multiculturale di Baumann e Armi, acciaio e malattia” di Jared Diamond). Ritengo ancora che la psicologia sociale debba essere inserita prevalentemente nel discorso sull'economia e sulle politiche sociali, giustificando e spiegando gli effetti che le politiche, soprattutto di natura macroeconomica, come le differenze di bilancio, i deficit e la spesa pubblica, hanno sulle persone. Mi piacerebbe poter partecipare alla vostra rivista proponendo una visione ecologica e globale della realtà attraverso le lenti della psicologia, sociologia e antropologia.


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